Biennale: la nuova curatrice del Padiglione Venezia sarà Giovanna Zabotti. Via libera al bando del concorso "Artefici del nostro tempo"

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Il padiglione Venezia della Biennale
 

Biennale: la nuova curatrice del Padiglione Venezia sarà Giovanna Zabotti. Via libera al bando del concorso "Artefici del nostro tempo"

14/02/2019

La Giunta comunale, riunitasi martedì a Ca’ Farsetti, ha approvato la delibera che prevede, nell'ambito della 58° Esposizione Internazionale d’Arte, che inizierà l'11 maggio e si concluderà il 24 novembre 2019, l’allestimento della mostra “Padiglione Venezia” all’interno dell’omonimo padiglione. Al contempo è stato dato il via libera al bando “Artefici del nostro tempo”, rivolto a giovani tra i 18 e i 35 anni che abbiano voglia di affrontare attraverso la poesia visiva, i videoclip musicali, la street art, la pittura, il fumetto e la fotografia, il tema dell’attualità del tempo che stiamo vivendo in linea con “May You Live in Interesting Time”, titolo della prossima Biennale Arti Visive 2019. L’opera vincitrice per ciascuna categoria verrà esposta al Museo di Arte Moderna di Ca’ Pesaro a Venezia e sarà oggetto di un evento proprio all’interno del Padiglione Venezia ai Giardini della Biennale durante il periodo della prossima manifestazione. Non solo, le nove opere non risultate vincitrici per ogni categoria verranno esposte in città.

Iscriviti al concorso "Artefici del nostro tempo"

"Città d'acqua e città di terra"

“La mostra 'Padiglione Venezia' rappresenterà in un unico luogo la 'città d’acqua' e la 'città di terra' in un percorso dove l’opera prima di alcuni tra i più importanti artisti contemporanei dimostrerà lo stretto legame di Venezia con i suoi materiali e le forme che da sempre contraddistinguono e la rendono unica – commenta il sindaco Luigi Brugnaro - Un vero e proprio omaggio alle tradizioni della Città, a quegli elementi che da secoli ne contraddistinguono la bellezza, la fama e l’unicità. Venezia, all’interno della Biennale, promuoverà le sue eccellenze e tra queste non potevano mancare tanti giovani che finalmente avranno l’occasione di dimostrare la loro creatività, il loro talento e la loro vena artistica”.

La nuova curatrice

Curatrice di “Padiglione Venezia” sarà Giovanna Zabotti, vicepresidente e direttore artistico di Fondaco Italia, che da più 15 anni si occupa di valorizzare il patrimonio storico ed artistico attraverso la realizzazione di eventi e di manifestazioni culturali. “Lo spazio espositivo viene interpretato come sintesi delle linee guida che nella storia hanno decretato lo sviluppo e l’unicità di Venezia: la religione/la spiritualità, l’habitat, l’arte/la cultura – commenta Zabotti - Il luogo stesso che accoglierà la mostra, disegnato e realizzato nel 1932 dall’architetto veneziano Brenno del Giudice, è un’opera d’arte e quindi “Padiglione Venezia” diventa un 'a tu per tu' con l’arte dentro e fuori, un gioco di prospettive e di significati che rendono lo stesso padiglione unico nel contesto della Biennale, ma anche una sfida per portare i visitatori ad essere protagonisti vivendo al suo interno uno spaccato degli elementi della città".

"Appartiene alla tradizione filosofica e a molteplici trattati sociologici la metafora di città come 'corpo' - continua Zabotti - ed è da questo presupposto che siamo partiti per definire il tema attorno al quale sviluppare l’idea creativa di un “Padiglione Venezia” che vuole essere, prima di tutto, sintesi ed evoluzione al tempo stesso delle caratteristiche che da sempre descrivono, nell’immaginario comune, Venezia. La città vista, quindi, come un 'corpo umano', dove le parti che la compongono ne costituiscono la vita e, pur essendo le stesse fin dalla sua nascita, si evolvono e interagiscono tra loro delineando un’identità che si lascia interpretare dal pensiero di chi la incontra, la visita, la vive. Il padiglione-città, quindi, come sintesi ed esperienza dove il suo 'attraversamento' permette al visitatore di ascoltarne il battito pulsante e di sintonizzarsi con essa, con un approccio sinestetico. Venezia – conclude Zabotti - si concretizza così in un luogo e in un tempo possibili, vivi ed interessanti”.

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