“Campo San Bortolomio”

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“Campo San Bortolomio”

02/11/2018

Campo San Bortolomio, al centro del quale spicca la statua del commediografo Carlo Goldoni, opera di Antonio Dal Zotto (1883), è situato nel sestiere di San Marco ed è uno dei luoghi più frequentati della città per la sua posizione strategica. La planimetria originaria dell'insula in cui è sorto il campo, corrispondeva all'antico reticolo quadrato romano, di circa mezzo ettaro, con due file opposte di edifici e, in mezzo, il campo. Oggi la disposizione dell'area è radicalmente mutata con l'ampliamento del campo di metà Ottocento e l'allargamento della Marzarieta, che lo unisce a campo San Salvador (1884), frutto di demolizioni di edifici e di costruzione di nuovi.

Nel corso del  IX  secolo, come avvenne in altri punti della città,  si è costituito il tipico tessuto a corti affiancate, alternate a calli disposte in serie lineare tra il campo, che era sede del Mercato e  arrivava fino alla riva del Canal Grande, ed il retrostante rio della Fava o rio di Palazzo.
Tutte le zone dell'insula, erano dedicate a diverse funzioni; vi si distinguevano l'area intorno alla chiesa e parrocchia di San Bortolomio, fondata nell'840 e originariamente intitolata a San Demetrio, il Mercato con le sue attività commerciali, il campo intermedio centrato sull'originaria forma quadrata, un campo d'approdo aperto sul rio del “Fontego” ed una calle, usata principalmente dai mercanti e con funzione di  collegamento, verso il campo della Fava.

Nell'area di San Bortolomio, si sono intrecciati rapporti commerciali e culturali grazie all’incontro di genti provenienti da tutta Europa (tutte le popolazioni provenienti dall’Europa del nord erano denominate “tedeschi”). Nella chiesa di San Bortolomio, che ospita la “Scoletta alemanna”, il luogo di devozione della comunità tedesca era una cappella dedicata alla Madonna del Rosario.

Già in epoca bizantina, nell'insula  iniziò la costruzione di case in muratura e di eleganti  corti, in parte ancora visibili, sul rio del Fontego e verso le Mercerie; poi, con il trasferimento del Mercato sull'altro lato del Canal Grande e l'alienazione da parte del Demanio delle aree che si erano in questo modo rese disponibili, vennero costruiti edifici destinati ad abitazione o ad uso commerciale. Sul campo San Bartolomeo si può ammirare tuttora il palazzo Moro, bell’esempio di dimora patrizia del XIV secolo con mattoni faccia a vista in cotto ed un'esafora ogivale al piano nobile.

Il  Fondaco dei Tedeschi, completamente ricostruito tra il 1506 e il 1508 in seguito ad un incendio, è un edificio di 5 piani che aveva più di 200 stanze per ospitare i mercanti Tedeschi. Internamente al fondaco, a pianta quadrata, c'è un cortile (coperto nel 1937 con un lucernario) con al centro un pozzo.
La particolare architettura permetteva al custode del fondaco, un veneziano, di sorvegliare il costume morale degli stranieri: che non entrassero prostitute e delinquenti, che venissero consegnate le armi e che fosse visibile ogni movimento di denaro. Sulle balaustre del cortile interno si notano ancora alcuni segni lasciati dai mercanti.

Una calle, una storia: viaggio tra i toponimi veneziani alla scoperta del passato della Serenissima

 

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