Riccardo Muti ritorna al Teatro La Fenice, dove mancava da 18 anni

Condividi
Riccardo Muti dirige orchestra
 

Riccardo Muti ritorna al Teatro La Fenice, dove mancava da 18 anni

08/07/2021

Recuperando il concerto che era stato annunciato per lo scorso novembre, il maestro Muti tornerà sul podio del Teatro veneziano lunedì 12 luglio 2021 alle ore 20.00. Il concerto vuole celebrare le nozze d’oro della Fenice con Muti, cadendo a cinquant’anni – o meglio, vista la riprogrammazione, a cinquantuno – dalla sua prima apparizione a Venezia. E giunge ora più che mai atteso e di buon auspicio per ‘rispondere’ con l’emozione della grande musica al momento di estrema difficoltà che l’emergenza epidemiologica ha prodotto sulla città, sul comparto professionale della musica e su quello in generale dello spettacolo dal vivo. Il programma musicale del concerto vedrà Muti e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini impegnati nell’esecuzione di musiche di Franz Schubert: l’Ouverture in do maggiore op. 170 im italienischen Stile (nello stile italiano) d 591 e la Sinfonia in do maggiore d 944 La grande.

Il programma musicale della serata si aprirà con la gioiosa freschezza dell’Ouverture in do maggiore op. 170 im italienischen Stile (nello stile italiano) d 591 di Franz Schubert (1797-1828). Lo stile italiano della denominazione si riferisce al tormentone ‘rossiniano’, che in pochi anni investì l'intera Europa e che transitò su Vienna a partire dal 1816, e rispetto al quale non restò indifferente nemmeno Schubert: desideroso di affinare uno stile che potesse anche venire incontro ai gusti del pubblico, il compositore austriaco non poté fare a meno di misurarsi con questo stile vincente e l’Ouverture in do maggiore, composta nell’autunno del 1817, ne è senz’altro la prova più significativa. Formata da un'introduzione lenta, da una sezione in forma-sonata senza sviluppo e da una stretta in tempo accelerato, l’opera presenta elementi rossiniani nei numerosi assoli dei legni, nella costruzione ritmicamente spiccata dei temi, nella costruzione delle frasi di transizione e naturalmente nei crescendo. Ma non mancano, in particolare nella condotta dell'armonia e negli improvvisi oscuramenti cromatici, così come in certe inflessioni chiaramente viennesi della melodia, alcuni stilemi musicali che rendono quest’opera indiscutibilmente schubertiana.

Di tutt’altra stoffa, la Sinfonia in do maggiore d 944 Grande di Franz Schubert è il progetto più ambizioso del compositore austriaco nel campo della musica sinfonica. Il periodo di gestazione, di gran lunga superiore rispetto alle sue abitudini e attraversato da numerosi abbozzi di altre pagine sinfoniche, lascia intuire l’importanza che l’autore attribuiva al lavoro e il suo desiderio di presentarsi, in questo genere, all’altezza dei grandi capolavori beethoveniani. I primi schizzi della Sinfonia risalgono al 1825, durante un viaggio estivo nella zona di Gmunden e Bad Gastein, ma il lavoro fu terminato solo nel marzo 1828, l’ultimo anno di vita del compositore. Schubert non ebbe mai la possibilità di ascoltare la sua musica, che fu eseguita la prima volta al Gewandhaus di Lipsia il 21 marzo 1839.  

Unisciti al canale Telegram del Comune di Venezia

Top