Festival della Politica: in piazza Ferretto dibattito pubblico tra il sindaco Brugnaro e il primo cittadino di Rovigo Bergamin

Il dibattito in piazza Ferretto
 

Festival della Politica: in piazza Ferretto dibattito pubblico tra il sindaco Brugnaro e il primo cittadino di Rovigo Bergamin

07/09/2018

Dalle politiche europee alla sicurezza nei quartieri, dalle ultime decisioni del Governo al futuro possibile sviluppo economico di Venezia, senza tralasciare le questioni riguardanti la gestione dei flussi migratori. Si è spaziato su numerosissimi temi durante il dibattito pubblico di questa sera in piazza Ferretto a Mestre tra il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e il primo cittadino di Rovigo, Massimo Bergamin, nell'ambito del Festival della Politica. A moderare il dibattito il direttore del quotidiano "Il Foglio", Claudio Cerasa.

Gestione dei flussi migratori

"Crediamo che la possibilità di discutere sia sempre importante - ha esordito Brugnaro - Manifestazioni del genere sono un valore per la città. Cercherò sempre di mettere Venezia in risalto anche di fronte al Governo, con cui intendo collaborare. Io sono filogovernativo, perché amministrare è difficile". Di stretta attualità il tema dell'immigrazione: "Sono convintissimo che dobbiamo rimanere in Europa - ha continuato il primo cittadino - Il controllo delle frontiere però è un tema importante che è condiviso dalla maggioranza delle persone. Le migrazioni non sono un fenomeno ineluttabile, io ho detto dal primo giorno da sindaco che serve un blocco navale fuori dalle acque territoriali della Libia, in questo modo eviteremmo molti morti".

Navi da crociera

Dalla difesa delle frontiere al giudizio sui primi mesi del governo targato Lega Nord e Movimento Cinque Stelle: "Non è sbagliato il reddito di cittadinanza - ha affermato il sindaco di Venezia - ma è stato presentato come una paghetta per chi sta a casa. Bisogna stimolare invece i cittadini con l'azione amministrativa a trovare un lavoro". Posizioni diverse rispetto al Movimento Cinque Stelle anche per quanto riguarda le navi da crociera: "Loro dicono che bisogna allontanarle dalla laguna, ma non capiscono che significa posizionarle in mare aperto - ha sottolineato il primo cittadino - La decisione del Comitatone dobbiamo portarla a casa. Tutti vorrebbero l'industria crocieristica, specie gli "home port". Ci sono migliaia di posti di lavoro in ballo, e noi intendiamo difenderli, così come siamo impegnati per il rilancio di Porto Marghera. Su questo punto c'è sintonia con la Regione. E' fuori di dubbio - ha puntualizzato Brugnaro - che l'integrazione si raggiunge anche con lo sviluppo economico".

"800 milioni di investimenti in città"

Sul tema il primo cittadino ha sottolineato che "con il Piano degli Interventi sono arrivati 800 milioni di euro di privati che intendono investire su questa città. E' un grande risultato, perché il lavoro non si costruisce per decreto". Grande attenzione dal pubblico anche sul tema della sicurezza: "La nostra idea è di dare potere ai sindaci di chiudere in camera di sicurezza chi si macchia di reati minori, sgravando il sistema della giustizia - ha continuato Brugnaro - serve velocità d'intervento. Se passi una notte in cella, magari pagando una multa di 500 euro, poi avrai più rispetto".

Fondi del Bando Periferie

Tra i due sindaci sintonia di vedute sulla necessità di "salvare" i fondi inseriti nel Bando Periferie, ora a rischio: "Sono preoccupato - ha affermato Brugnaro - sono risorse che sarebbero sottratte in maniera indegna. Abbiamo presentato il progetto per il secondo lotto della Cittadella della giustizia e abbiamo finanziato il potenziamento di diverse stazioni ferroviare che servono ai pendolari. Non accetteremo supinamente decisioni del genere".

Politica nazionale e locale

Il dibattito si è allargato anche alla situazione politica locale: "Venezia è una città che si trova in un sistema Veneto che sta funzionando - ha commentato il sindaco - Qui si registrano risultati amministrativi positivi, in controtendenza ad altre realtà. Mi ricandiderò - ha concluso Brugnaro - e se i cittadini reputeranno che ci sarà qualcuno migliore andrò a casa, è giusto così".

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