Intesa tra Regione e Comune di Venezia per bloccare le nuove aperture di "take away" fino al 2021

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Intesa tra Regione e Comune di Venezia per bloccare le nuove aperture di "take away" fino al 2021

06/06/2018

La Regione Veneto con Delibera di Giunta 766 del 28 maggio scorso, ha sancito l'intesa, ai sensi del Decreto Legislativo 222/2016,  con il Comune di Venezia che prevede un giro di vite per quanto riguarda la regolamentazione delle attività commerciali che propongono la vendita di cibo d’asporto, il cosiddetto take-away, nel Centro Storico di Venezia. Si tratta di un testo che era già stato approvato dal Consiglio comunale il 4 maggio del 2017 e che recepisce gli  indirizzi indicati dalla Giunta della Regione Veneto, competente in materia di libera concorrenza.

Nello specifico la Giunta comunale lo scorso mese aveva dato il via libera ad una delibera che, d'intesa tra il sindaco Luigi Brugnaro e il presidente Luca Zaia e, in attuazione delle linee guida approvate nel 2017 nelle quali si dava seguito agli accordi presi con UNESCO, prevede il divieto per tre anni di aprire nuove attività commerciali che abbiano come fine quello di vendere del cibo d’asporto e impone ulteriori disposizioni  da rispettare per chi ha già un’attività di questo tipo in città. Inoltre, le determinazioni comunali, accolte dalla Regione Veneto, pongono non solo delle limitazioni ad alcune aperture di queste attività, ma danno mandato, come intervento strutturale, di apportare una serie di modifiche ad alcune regolamentazioni che saranno in seguito sottoposte all'approvazione del Consiglio comunale. Il primo punto riguarda la modifica del Regolamento d’igiene pubblica che attualmente prevede disposizioni diverse per città storica e terraferma: i due testi del regolamento verranno unificati e saranno alzati gli standard strutturali. Chi manipola e vende cibo, dovrà, secondo le nuove disposizioni, alzare lo standard della sua attività prevedendo la presenza di una toilette e rispettare nuove norme edilizie, legate alla dimensione degli spazi. La Polizia locale sta predisponendo una serie di prescrizioni a livello di Regolamento di polizia urbana che prevedono interventi e oneri a livello di decoro a carico delle attività, soprattutto per quanto riguarda le aree esterne. Si chiederà un impegno alla raccolta dei rifiuti e alla manutenzione dell’area antistante l’attività commerciale indipendentemente dal fatto se lo stesso locale sia concessionario o meno di un’area esterna. Il divieto di nuova apertura non sarà applicabile a coloro che hanno già ottenuto titoli edilizi finalizzati all'apertura di dette attività e sarà limitato alla città storica, alle isole di Murano e Burano, ma non al Lido e Pellestrina.

“Il primo obiettivo che ci siamo posti come Amministrazione comunale è quello di difendere e tutelare il decoro della nostra città - spiega  l'assessore al Turismo Paola Mar nel ringraziare per il lavoro svolto il presidente della IX commissione Commercio e Attività produttive Paolo Pellegrini. Purtroppo il processo di liberalizzazione spesso va nella direzione opposta alla tutela dei caratteri ambientali e del tessuto storico di Venezia ed è per questo che, proprio nell'ottica di proseguire nella campagna di sensibilizzazione #EnjoyRespectVenezia, abbiamo voluto procedere con questa delibera. In questo modo vogliamo, di fronte alla costante crescita dei flussi turistici, avviare procedure che tutelino l'autentica identità della città lagunare. In particolare, il proliferare di attività di vendita e consumo del cosiddetto “food take away” ha generato un abbassamento dello standard di qualità del prodotto e favorisce una percezione negativa, non solo al residente ma anche al visitatore”.

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