Uova, farina, zucchero, pinoli e uvetta; olio bollente per la frittura; una spolverata di zucchero a velo. E' la ricetta originale delle fritole, tuttora conservata nella Biblioteca Nazionale Casanatense a Roma.
Il proclamato "Dolce nazionale dello stato veneto" (nel XVIII secolo), che veniva infilato in uno spiedino per evitare scottature, compare tra il XVI e XVII secolo, quando in laguna c'era una vera e propria associazione di fritoleri: una corporazione con sede nella Chiesa della Maddalena, i cui componenti potevano svolgere il proprio mestiere, ognuno in un'area determinata della città.
E così, fritole e fritoleri sono arrivati fino ai giorni nostri. Questo pomeriggio, l'Istituto alberghiero Barbarigo ha ospitato l'omonimo evento "Fritole e fritoleri", che rientra nel palinsesto ufficiale del Carnevale di Venezia, e che ha assegnato un premio alle tre migliori frittelle, preparate seguendo la ricetta tradizionale, codificata dal gastronomo veneto Giuseppe Maffioli. La competizione tra pasticcerie e scuole alberghiere ha classificato al primo posto la fritola della pasticceria Cosetta; al secondo posto quella dell'Istituto Barbarigo; terza classificata la fritola del Caffè Florian.
A "Fritole e fritoleri" ha preso parte anche il Comune di Venezia, presente a Palazzo Morosini con gli assessori Simone Venturini e Sebastiano Costalonga. "Questa scuola è un'eccellenza del territorio che ha sempre voglia di mettersi in gioco, di entusiasmare i ragazzi, di pensare a collaborazioni con l'esterno: oltre all'attività didattica classica, si apre all'internazionalità - ha detto Venturini - Il Barbarigo riesce sempre ad attivare delle belle collaborazioni con gli Enti, con i musei, con le imprese del territorio. E queste realtà guardano al Barbarigo perché da qui escono poi gli ambasciatori del saper fare accoglienza, del saper fare cucina, del saper fare pasticceria. E sappiamo quanto bisogno ci sia di professionisti che si entusiasmino del loro lavoro, specie in questi difficili e impegnativi settori". L'assessore ha quindi sottolineato come la scuola si stia dimostrando capace di sostenere i ragazzi: "Li mettete alla prova, raccontate e dimostrate loro che non è tutto facile, ma nemmeno impossibile; che con un po' di impegno, un po' di fantasia, un po' di collaborazione si può avere successo e diventare un cuoco o un pasticcere straordinari".
Nell'occasione, come è oramai tradizione, i gelatai del Veneto hanno proposto anche una ricetta esclusiva ispirata al tema del Carnevale di quest'anno. E' nato così il gelato delle Olimpiadi, ispirato ai cinque cerchi, che tra i suoi ingredienti ha inserito prodotti originari dai cinque continenti, come l'uvetta del Cile, il caffè dall'Uganda o la noce di Macadabia dall'Australia, la vaniglia e il mascarpone. E gli studenti dell’Istituto Barbarigo hanno presentato una frittella speciale, preparata con i medesimi ingredienti.
Con la scuola si è congratulato anche l'assessore Costalonga che ha evidenziato quanto possa significare, per Venezia, anche il settore gastronomico: "La nostra città vuole essere regina della cultura e sappiamo che essa si compone anche della maestria in cucina. Chi visita Venezia non viene solo per i palazzi, ma anche per il cibo e l'accoglienza, che qui sono materia di insegnamento".