incontro sulla legalità con Fiammetta Borsellino
Formazione e legalità, il dibattito con Fiammetta Borsellino

Ogni percorso educativo attivato è un passo in meno verso la manovalanza criminale e un passo in più verso una società più equa e coesa. La formazione non produce soltanto competenze tecniche, ma rafforza l’autostima, sviluppa capacità relazionali, stimola il senso di responsabilità e aiuta a costruire un progetto di vita alternativo alla devianza. Investire nella formazione significa quindi prevenire, includere, offrire opportunità reali; significa promuovere la legalità e costruire una società più consapevole.

Da questo principio è nato l'evento "Disarmare l'ignoranza, perché la formazione è il primo nemico della criminalità", tenutosi ieri sera all'hotel Leonardo Royal a Mestre. Promosso da Enforma, era un appuntamento aperto alla cittadinanza, alle imprese, alle istituzioni: presente il Comune di Venezia con l'assessore alle Politiche educative Maika Canton.

Protagonista della serata Fiammetta, la figlia del magistrato Paolo Borsellino, assassinato nel 1992 nella strage di via D’Amelio insieme a cinque agenti della sua scorta. Da allora Fiammetta, appena diciannovenne, ha dedicato la propria vita alla difesa della memoria del padre e alla diffusione di una cultura antimafia fondata sull’educazione, sulla responsabilità e sull’impegno quotidiano. La sua testimonianza ha rappresentato un’occasione preziosa per rinnovare l’impegno contro ogni forma di criminalità organizzata. 

"La formazione è il primo nemico della criminalità: è un messaggio potente ed estremamente attuale - ha detto l'assessore Canton - La lotta alla mafia, come ci ha insegnato Paolo Borsellino, non si combatte solo nei tribunali, ma nasce nelle nostre coscienze. E allora è proprio attraverso la scuola, la formazione, la cultura che possiamo contribuire concretamente a far crescere cittadini consapevoli e responsabili, che diventano contrasto vero alla illegalità".