Controlli Polizia locale
Tutela del decoro urbano e dei consumatori, nuove sanzioni

Sotto la lente del Nucleo Attività Produttive due chioschi nel centro storico: contestati giocattoli non a norma, souvenir illegali e violazioni del Regolamento Comunale. Prosegue senza sosta la linea dura del Comune di Venezia e della Polizia Locale per garantire la legalità commerciale, la tutela del decoro e la sicurezza degli acquisti nel centro storico.

Nella giornata odierna, gli agenti del Nucleo Attività Produttive del Centro Storico e Isole hanno condotto un’operazione mirata controllando due distinti chioschi-edicola situati nei sestieri di Dorsoduro e San Marco, portando alla luce gravi irregolarità sia nella gestione degli spazi che nella merce posta in vendita.

Nel primo intervento a Dorsoduro, la Polizia Locale ha riscontrato un’evidente difformità dal Regolamento Comunale sulla vendita di quotidiani e periodici. L'edicola, infatti, aveva smesso di svolgere la sua primaria funzione informativa:

• Decoro compromesso (Art. 11): cappelli, vestiti, maschere e souvenir vari venivano esposti in modo disordinato, appesi esternamente sulle tende e sulle pareti della struttura.

• Mancanza della quota minima di giornali (Art. 10): la superficie destinata a quotidiani e riviste era inferiore alla quota minima del 45%, requisito essenziale per poter mantenere la licenza. Per queste irregolarità è scattata una formale diffida amministrativa. Situazione ancora più seria per quanto riguarda la sicurezza dei prodotti: nel chiosco sono stati trovati giocattoli del tutto privi del marchio di conformità CE, privi di istruzioni in lingua italiana e senza le necessarie avvertenze d'uso. La violazione della normativa di settore (D.Lgs. 54/2011) ha fatto scattare una pesante sanzione pecuniaria da 5.000 euro con il relativo sequestro amministrativo dei giocattoli.

La situazione si è rivelata critica anche nel secondo controllo effettuato nel cuore di San Marco. Anche in questo caso sono state contestate le medesime violazioni al Regolamento edicole (occupazione indebita delle pareti esterne per esporre merci e mancato rispetto della quota minima riservata alla stampa), con conseguente diffida amministrativa al titolare.

Gli accertamenti si sono poi concentrati sulla merce e sulla sicurezza della struttura:

• Sequestro di merce irregolare: gli agenti hanno posto sotto sequestro amministrativo circa 250 oggetti in vetro privi dell'etichettatura di trasparenza prevista dalla legge (mancavano indicazioni sul produttore o importatore, denominazione merceologica, materiali usati ed eventuali avvertenze sul rischio per la salute o l'ambiente). Per questo illecito è stata elevata una multa di circa 1.500 euro.

• Impianti non a norma: sulla struttura esterna del chiosco sono stati individuati cavi elettrici precari e potenzialmente pericolosi per l’erogazione dell'energia elettrica, violazione contestata ai sensi dell’articolo 59 del Regolamento di Polizia e Sicurezza Urbana.

L'operazione conferma la massima attenzione dell'Amministrazione e del Nucleo Attività Produttive nell'intercettare le storture del commercio nel centro storico, a garanzia sia della sicurezza dei turisti e dei residenti, sia della qualità dell'offerta urbana nelle aree di mayor pregio. Dal Comando fanno sapere che i controlli a tappeto proseguiranno con regolarità anche nelle prossime settimane, concentrandosi soprattutto nei punti a maggior flusso pedonale.

"Quando si toccano i prodotti destinati ai più piccoli e la salute delle persone, la tolleranza è pari a zero - ha dichiarato l'assessore al Commercio e Attività produttive Sebastiano Costalonga - Vendere giocattoli non a norma e privi dei requisiti base di sicurezza è un atto grave e irresponsabile: chi mette sul mercato merce potenzialmente pericolosa o illegale non solo deturpa l'immagine di Venezia, ma mette a rischio residenti e visitatori. La linea dell'Amministrazione e della Polizia Locale resta fermissima: ringrazio gli agenti del Nucleo Attività Produttive per questi interventi mirati. Continueremo a passare al setaccio il territorio per togliere dal commercio ogni prodotto non sicuro e per tutelare sia la salute pubblica, sia chi lavora con rispetto e trasparenza".