Torre Massimiliana Sant'Erasmo
Torre Massimiliana, la Giunta definisce gli indirizzi per l'affidamento

La Giunta comunale, nella sua ultima seduta, su proposta dell’assessore al Patrimonio Paola Mar, ha approvato gli indirizzi per l’assegnazione della gestione della Torre Massimiliana, nell’isola di Sant’Erasmo, per la durata di tre anni al partenariato con capofila Coldiretti, composto da AgrisArte, Consorzio del Carciofo Violetto di Sant’Erasmo e Associazione Futura.

Il compendio demaniale “Ex Torre Massimiliana”, di proprietà dello Stato e attualmente concesso in uso al Comune di Venezia fino al 30 novembre 2031, è destinato a funzioni museali e a sede di associazioni locali, mostre e manifestazioni.

La proposta di gestione è stata presentata dal raggruppamento di associazioni individuato, ritenuto soggetto qualificato per l’esperienza maturata nella valorizzazione del territorio, nella promozione culturale e nella tutela delle identità locali. La Torre Massimiliana presenta infatti una particolare complessità gestionale, legata sia alla collocazione insulare sia al valore storico-architettonico del bene e alle prescrizioni conservative vigenti.

L’affidamento della gestione al partenariato consentirà di garantire un presidio stabile del compendio, assicurandone l’apertura al pubblico, la cura ordinaria, la custodia e la vigilanza, oltre allo sviluppo di attività culturali, educative, sociali e ricreative coerenti con la natura del sito e con le esigenze della comunità locale.

Il Comune di Venezia manterrà a proprio carico le spese per i consumi energetici e per la manutenzione straordinaria dell’immobile, mentre agli affidatari saranno demandate le attività di gestione quotidiana, pulizia, manutenzione ordinaria e organizzazione delle iniziative.

“Con questo provvedimento – dichiara l’assessore al Patrimonio Paola Mar – valorizziamo un luogo di grande rilevanza storica e identitaria per Sant’Erasmo, affidandone la gestione a una rete di soggetti radicati nel territorio. La Torre Massimiliana potrà così essere sempre più un punto di riferimento per la comunità, capace di ospitare attività culturali e iniziative legate alle tradizioni locali, come quella del carciofo violetto, e di rafforzare il legame tra patrimonio, territorio e partecipazione”.