Verde, Aiuole Biblioteca VEZ
Le biblioteche della Rete Venezia diventano presidi contro la violenza di genere


Le biblioteche della Rete Biblioteche Venezia diventano presidi territoriali contro la violenza di genere, rafforzando il loro ruolo di spazi pubblici sicuri, accessibili e diffusi, in grado non solo di promuovere cultura, ma anche di offrire ascolto discreto, informazioni e un primo orientamento alle persone che si trovano in situazioni di difficoltà. È questa la principale novità che segna un’evoluzione significativa della funzione delle biblioteche cittadine, sempre più riconosciute come punti di riferimento civico e sociale capaci di intercettare il disagio e di attivare reti di supporto.


Nel marzo scorso, la Rete Biblioteche Venezia ha aderito al progetto “I Rifugi”, promosso dalla casa editrice Settenove in collaborazione con Percorso Donna APS e sostenuto dall’Associazione Italiana Biblioteche. Nato nel 2023, il progetto si propone di costruire una rete nazionale di librerie e biblioteche formate sul tema della violenza di genere e sul suo contrasto attivo, all’interno della quale operano persone in grado di fornire informazioni utili e un primo supporto, sempre in collegamento con i servizi territoriali antiviolenza. A oggi, la rete “I Rifugi” conta circa 250 presidi distribuiti su tutto il territorio nazionale, a conferma di una crescente attenzione culturale e istituzionale verso questi temi.


Nel contesto veneziano sono state individuate sette sedi della rete bibliotecaria, distribuite tra centro storico, terraferma e isole, con l’obiettivo di garantire una presenza capillare e facilmente accessibile a tutta la cittadinanza. Si tratta della Biblioteca Civica VEZ, della Biblioteca di Marghera, della Biblioteca Bruno Bruni di Favaro, della Biblioteca di Zelarino, della Biblioteca di Carpenedo Bissuola, della Biblioteca di Castello e della Biblioteca Hugo Pratt del Lido e della Biblioteca Centro Donna. La loro selezione risponde a criteri di ampia frequentazione, prossimità e radicamento nei quartieri, elementi fondamentali per rendere efficace la funzione di presidio territoriale.


Un elemento centrale del progetto è rappresentato dalla formazione del personale. I bibliotecari hanno già avviato un percorso specifico grazie alla stretta collaborazione con l'Area Coesione Sociale e il Centro Antiviolenza del Comune di Venezia, realtà da anni impegnata sul territorio. Questo lavoro congiunto ha permesso di fornire strumenti concreti per riconoscere segnali di disagio, accogliere le persone in modo non giudicante e orientarle correttamente verso i servizi specializzati. Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori momenti formativi nell'ambito del progetto Rifugi, incontri di approfondimento e strumenti operativi dedicati, tra cui materiali identificativi e aggiornamenti periodici su dati e buone pratiche.
L’impegno della città su questi temi si inserisce in un contesto già sensibile, come dimostra la presenza a Mestre della Biblioteca Centro Donna, spazio specializzato sulle tematiche di genere che rappresenta da anni un punto di riferimento culturale e informativo. In questo quadro, le biblioteche della rete veneziana si confermano luoghi accoglienti, inclusivi, capaci di integrare la loro missione culturale con una funzione sociale sempre più rilevante.


“Con questa adesione – dichiara l’Assessore alla Coesione sociale Simone Venturini – rafforziamo il ruolo delle biblioteche come presidi di comunità, luoghi vivi in cui la cultura si intreccia con l’attenzione alle persone. La collaborazione con il Centro Antiviolenza e con realtà nazionali qualificate ci consente di costruire una rete solida, capace di offrire un primo aiuto concreto e di promuovere una cultura dei diritti, del rispetto e delle pari opportunità.”


In linea con le indicazioni dei principali organismi nazionali e internazionali, che sottolineano l’importanza di affiancare ai servizi specialistici una rete diffusa di punti di accesso e informazione, il progetto “I Rifugi” valorizza il ruolo delle biblioteche come infrastrutture pubbliche di prossimità. La loro presenza capillare, la gratuità dei servizi e il riconoscimento come spazi sicuri le rendono infatti luoghi ideali per favorire l’emersione del bisogno, l’orientamento e la prevenzione, contribuendo concretamente al contrasto della violenza di genere.