Damiano al convegno "Oltre le sbarre, dimanticate e senza voce
Marzo Donna, oggi il convegno "Oltre le sbarre, dimenticate e senza voce”

Si è svolto questa mattina alla Scoletta dei Calegheri, a San Tomà, il convegno “Oltre le sbarre, dimenticate e senza voce”, inserito nelle iniziative del Marzo Donna 2026. L’evento ha acceso i riflettori sulle storie delle donne detenute, promuovendo un dibattito su fragilità, marginalità e percorsi di reinserimento sociale.

“Un progetto che valorizza donne spesso invisibili - ha detto la presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano - e che abbiamo inserito nel Marzo Donna, un’edizione che quest’anno ha visto protagonisti anche molti uomini. Un segnale positivo, perché nel cammino, spesso difficile, delle donne, avere accanto uomini sensibili e generosi è un valore aggiunto per tutta la comunità”.

La presidente del Consiglio ha sottolineato come delle donne in carcere non si parli abbastanza. “Iniziative come questa accendono i riflettori su storie di fragilità, marginalità e violenza. A Venezia, grazie a realtà come Il Cerchio e Il Granello di Senape, si fa un lavoro concreto di reinserimento sociale. È un compito che spetta alle istituzioni e alla comunità: prenderci cura di chi ha più bisogno è il segno di una società civile e giusta”.

Tra gli interventi più significativi, l’imprenditrice Donatella Marchese ha portato la propria testimonianza sul reinserimento sociale e imprenditoriale, raccontando esperienze concrete di autonomia e ripartenza dopo il periodo di detenzione. Sono inoltre intervenute Maurizia Campobasso, direttrice del carcere femminile della Giudecca di Venezia, e Rosalba Casella, direttrice del carcere della Dozza di Bologna, insieme a Maria Voltolina, presidente dell’associazione Il Granello di Senape, e Adriano Toniolo, responsabile della cooperativa sociale Il Cerchio. Tutti hanno illustrato il ruolo del terzo settore nei percorsi di autonomia e inclusione delle donne detenute, sottolineando l’importanza di progetti mirati al reinserimento nella comunità e nel mondo del lavoro.

Nel corso del convegno la presidente Damiano ha poi ricordato inoltre l’esperienza pionieristica del Centro Antiviolenza di Venezia, primo pubblico in Italia, nato oltre trent’anni fa. “Accendere i riflettori su queste realtà - ha sottolineato Damiano - è un messaggio importante. Il lavoro di Giampiero Corelli è unico in Italia e non scontato: raccontare le donne in carcere con le immagini richiede sensibilità e coraggio. Una persona e un progetto che fanno onore alla nostra città”.

Fino a domenica 29 marzo, negli spazi della Scoletta dei Calegheri, rimarrà aperta la mostra fotografica “Domani Faccio La Brava - Donne, madri nelle carceri italiane”, promossa da Officina culturale, artistica e fotografica  di Giampiero Corelli. La mostra documenta le condizioni di vita nelle carceri femminili italiane ed è visitabile nei seguenti orari: dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.