L'assessore Mar alla conferenza stampa restauro del Casino Venier
Casino Venier, il Salone centrale restaurato

Piccoli appartamenti, intimi e facili da scaldare, luoghi dove poter continuare a divertirsi dopo il teatro, e fino a notte fonda. Sono i 'casini', da piccola casa, o 'ridotti', da ridursi, cioè recarsi e incontrarsi: luoghi dove si consumavano i vizi del bel mondo. A metà del Settecento le nobildonne arrivarono a fare a gara per dare sfoggio di un 'ridotto' in Piazza San Marco. Ce n'erano per ogni gusto: salotti culturali dedicati all'arte, più mondani dove ballare, oppure giocare d'azzardo o favorire incontri galanti e intrattenersi con le cortigiane. In centro storico si arriverà a contarne circa 200.

Il più caratteristico giunto sino a noi è il Ridotto Venier, di proprietà di Federico Venier, procuratore della Repubblica di Venezia, ma gestito dalla moglie Elena Priuli, che ne aveva fatto il suo ambito 'salotto'. Situato in zona San Marco vicino al Ponte dei Bareteri, si trova nel mezzanino di un anonimo edificio e, una volta varcata la piccola porticina che conduce alle strette scale e solcato l’ingresso, si apre tutta la meraviglia del salone centrale, con il soffitto decorato con il logo della famiglia Venier, da cui si partono 4 salette.

Oggi sede dell’Alliance Française di Venezia, associazione che promuove la lingua e la cultura francese nel territorio veneziano attraverso corsi di alta qualità, certificazioni linguistiche e attività culturali, Casino Venier è tornato a mostrasi, nel nuovo restauro del Salone centrale, in una conferenza stampa cui ha preso parte il Comune di Venezia, proprietario dell'immobile, con l'assessore al Patrimonio Paola Mar: "Dopo i restauri della Sala da pranzo di Bacco del 2023 e della Sala delle arti nel 2024, quest'ultimo intervento restituisce alla città uno spazio di straordinario valore storico e culturale, che dimostra quanto la collaborazione tra Comune, realtà internazionali e privati sia fondamentale per la tutela del patrimonio: sono queste le sinergie necessarie alla città. Preservare luoghi come il Casino Vernier significa custodire l'identità stessa di Venezia. E' attraverso progetti come questi che la città continua a vivere, rinnovando la propria memoria nel presente".

Oltre al consolidamento e alla pulitura, il lavoro di restauro ha cercato di restituire le tonalità originali delle superfici decorate: il rosa, il verde salvia e il color panna; restaurato l'oro, in origine in realtà giallo paglierino. L'integrazione delle parti mancanti degli stucchi e delle dorature e il ritocco hanno completato l'intervento che ha interessato anche il pavimento, seriamente deteriorato, sul quale, ben camuffata, una piastrella continua a nascondere un citofono delle origini: uno 'spioncino' dal quale si poteva capire chi stava suonando al portoncino, senza essere visti.

Presenti tra le sale del Casino, il mecenate del restauro e gioielliere internazionale Roberto Coin e la presidente dei Comitati privati per la salvaguardia di Venezia Paola Marini, intermediaria dell'incontro tra i diversi attori; la restauratrice Gea Storace e il presidente Alliance Française Gilles Debonnet, che ha annunciato la conclusione dell'impegnativo progetto di restauro del Casino con i lavori nella Sala di conversazione, previsti per l'estate.  

Casino Venier è aperto alla cittadinanza previo appuntamento con Alliance Française, attraverso il sito afvenezia .