Scarica la programmazione completa dal 22 al 28 gennaio 2026
Dal 21 gennaio al 29 aprile, al Rossini, c'è Classici Fuori Mostra. 7. Festival permanente del cinema restaurato, organizzato in collaborazione con La Biennale di Venezia e i docenti dell'Università Ca’ Foscari e dell’Università IUAV di Venezia. Ogni film sarà preceduto dalla presentazione di un esperto e seguito da una sessione di domande e risposte con il pubblico.
Il secondo appuntamento della nuova edizione sarà mercoledì 28 gennaio alle ore 19 al Rossini con Riso amaro di Giuseppe De Santis.
“Giunge alla settima edizione Classici Fuori Mostra, una proposta della Biennale di Venezia il cui gradimento da parte del pubblico non accenna a diminuire. Segno che l’offerta di grandi film classici, che in un modo o nell’altro hanno contribuito a fare la storia del cinema, costituisce un motivo di interesse che la possibilità di vedere gli stessi film in rete o sulle piattaforme streaming non soddisfa in egual misura. Mi permetto di ricordare ancora una volta che tutti i film sono presentati in versioni originali e restaurate, introdotti per l’occasione da critici e docenti universitari, ai quali va il ringraziamento della Biennale e mio personale per il ricorrente, generoso impegno prestato all’iniziativa. Insieme con il successo che la riproposta di film del passato da parte della distribuzione tradizionale sta ottenendo, è la conferma che un pubblico accorto mostra di prediligere la visione dei film in sala piuttosto che nel chiuso delle proprie abitazioni. Cioè, là dove i film andrebbero sempre visti, perché sono stati pensati e realizzati per il grande schermo che ne valorizza al meglio le qualità artistiche e spettacolari. Anche quest’anno, il programma offre la possibilità di muoversi tra film d’autore in senso stretto e altri che sono entrati a far parte del nostro immaginario per la capacità di incidere sui modelli narrativi e spettacolari più tradizionali” (M. Morandini).
Mercoledì 28 gennaio alle ore 19 appuntamento con Riso amaro (1949) di Giuseppe De Santis.
“L’immagine di Silvana Mangano, mondina fatale con le sue calze nere, è entrata da subito nell’immaginario collettivo. La fama di autore erotico e populista, De Santis l’aveva sempre avuta, Riso amaro la sublima. La sua cascina è il luogo dei conflitti, lo spazio totale dell’esistenza sociale: fatica, balli, desiderio, sfruttamento, illegalità. Il film è il canto finale della cultura popolare, esso stesso già percorso dai corrotti e corruttori miti americani. Il tema positivo del lavoro è subalterno alle leggi del noir e del mélo; l’eroe onesto Raf Vallone è surclassato dalla sensualità della Mangano e da quella perversa del bel Gassman. L’eterogeneo cinema di De Santis, a suo modo gramsciano, produce il suo kolossal neorealista (si conserva memoria degli epici giorni delle riprese nel vercellese, in risaie di proprietà degli Agnelli), si fa spettacolo eccessivo e davvero popolare” (Gianni Volpi).
Il restauro del film è a cura di Cineteca di Bologna in collaborazione con Cristaldifilm.
Introduce Giuseppe Ghigi.
Classici Fuori Mostra. 7. Festival permanente del cinema restaurato sarà mercoledì 28 gennaio, alle ore 19 al Rossini, con il film Riso amaro di Giuseppe De Santis.
Biglietto: intero 6 euro; ridotto 3 euro; abbonamento ridotto 25 euro.
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