Peggy Guggenheim e il vetro artistico del Novecento
Una mostra ricostruisce una delle vicende più visionarie del vetro muranese del secondo dopoguerra e il ruolo decisivo svolto da Peggy Guggenheim nella sua affermazione internazionale: Fucina degli Angeli. Peggy Guggenheim e il vetro artistico del Novecento, a cura di Cristina Beltrami, in programma alla Collezione Peggy Guggenheim dal 14 novembre 2026 al 29 marzo 2027.
Riunendo oltre cento opere, l’esposizione ripercorre lo sviluppo della Fucina degli Angeli dagli esordi, alla metà degli anni cinquanta, fino alle ricerche degli anni novanta. Il percorso restituisce una vicenda profondamente legata alla storia culturale, artistica e produttiva di Venezia e, in particolare, di Murano, dove il dialogo tra l’invenzione degli artisti e la straordinaria sapienza tecnica dei maestri vetrai diede origine a nuove possibilità formali ed espressive.
L’esposizione riunisce prestiti provenienti da importanti istituzioni internazionali, tra cui la Fondation Marguerite Arp di Locarno, l’Historisches Museum di Basilea, l'Augsburg, Kunstmuseum Walter, il MUDAC di Losanna e il Museum of Fine Arts di Boston. A questi si aggiungono opere del Museo del Vetro di Murano, dell’Archivio Fucina degli Angeli e della Collezione Peggy Guggenheim, oltre a prestiti concessi da gallerie e collezioni private.
Il percorso espositivo segue lo sviluppo cronologico e tematico della Fucina, dagli esperimenti del Centro Studio Pittori nell’Arte del Vetro fino alle ricerche più tarde. Muovendo dalle prime realizzazioni liberamente ispirate alle ceramiche di Georges Braque e Pablo Picasso, la mostra approfondisce il lavoro condotto da Costantini con artisti quali Arman, Jean (Hans) Arp, Jean Cocteau, Max Ernst, Paul Jenkins, Oskar Kokoschka, Roberto Matta, Dorothea Tanning e Mark Tobey. Particolare rilievo assumono le collaborazioni con artisti astratti quali Remo Bianco, Giuseppe Capogrossi e Luigi Veronesi, nonché con Lucio Fontana, con il quale Costantini sperimenta le possibilità espressive del vetro nella realizzazione di alcuni Concetti spaziali. Tra le opere in mostra figura Concetto Spaziale – Construction (1964), donato a Peggy Guggenheim e oggi conservato al Museum of Fine Arts di Boston. Una sezione approfondisce inoltre il rapporto con alcuni protagonisti della scena artistica giapponese attivi a Venezia tra gli anni sessanta e settanta, tra cui Miki Tomio, Katsuhiko Narita, Omura Mikuni e Yokoo Tadanori. L’ultima sala riunisce infine le collaborazioni più tarde con artisti già vicini alla Fucina, come James Coignard e Pino Mucchiut, ai quali si aggiunge l’architetto statunitense John C. Portman.
La mostra è realizzata con il patrocinio del Comune di Venezia ed è inclusa nel palinsesto de Le Città in Festa.