D'ANNA Commemorazione ufficiale Giuseppe Taliercio
Il Comune commemora il 45° anniversario dell’omicidio di Giuseppe Taliercio

Quarantacinque anni dopo, la frase incisa sulla pietra risuona ancora come un monito al presente: “Che gli uomini tornino ad essere uomini”. Questa mattina a Marghera si è svolta la cerimonia in ricordo di Giuseppe Taliercio, il direttore dello stabilimento petrolchimico della Montedison che nell'estate del 1981 venne sequestrato e assassinato dalle Brigate Rosse, dopo 46 giorni di prigionia.

La commemorazione davanti al cippo tra via Pasini e via Bottenigo, il luogo del drammatico ritrovamento del corpo. Presenti il prefetto Darco Pellos, autorità civili e militari cittadine, consiglieri di Municipalità, in rappresentanza della Regione del Veneto è intervenuto Andrea Tomaello. La deposizione di una corona d’alloro sul monumento e il minuto di silenzio seguito da un applauso hanno scandito la cerimonia. 

L'omaggio del Comune di Venezia nelle parole dell'assessore alle Politiche per il lavoro, Paolino D’Anna, e del vicepresidente della Municipalità di Marghera, Massimiliano Scarpa, che portando i saluti del sindaco Simone Venturini hanno espresso la profonda vicinanza dell'Amministrazione e della Città ai familiari di Giuseppe Taliercio e al figlio Cesare, presente alla cerimonia. 

"Siamo qui per ricordare un uomo, un padre, un dirigente, ma soprattutto un servitore dello Stato, la cui vita fu spezzata con brutalità", ha dichiarato l'assessore D'Anna. "Questa giornata non deve essere soltanto un momento di commemorazione, ma un monito per il futuro. È fondamentale insegnare ai giovani che la democrazia e la libertà sono conquiste quotidiane, da difendere ogni giorno attraverso i propri comportamenti".  D'Anna ha quindi sottolineato il valore dell'eredità lasciata da Giuseppe Taliercio, ricordandone il contributo al territorio e il sacrificio di quanti hanno perso la vita in nome dei valori della democrazia e dello Stato. 

"Ciascuno di noi ha una precisa responsabilità nel prevenire episodi di violenza, a partire da chi opera quotidianamente nell'ambito civile - ha detto Cesare Taliercio ricordando le parole dell'allora Patriarca di Venezia all'indomani dell'omicidio del padre - Il dialogo, il rispetto reciproco e la capacità di ascolto non sono concetti astratti, ma presupposti indispensabili per garantire una convivenza civile e democratica" ha detto rivolgendo un pensiero alla memoria delle vittime di terrorismo Sergio Gori e Alfredo Albanese. 

A chiudere la cerimonia la benedizione impartita da don Luciano Degan, sacerdote della parrocchia Gesù Divino Lavoratore di Marghera.