Proseguono senza sosta le attività congiunte di contrasto all’abusivismo ricettivo che vedono impegnate la Guardia di finanza e la Polizia locale di Venezia. Nella giornata del 2 giugno, con il progressivo incremento delle presenze turistiche in città, le verifiche effettuate nel centro storico hanno interessato 14 attività ricettive, delle quali ben 12 sono risultate irregolari.
Particolarmente significativa è stata l’attività ispettiva svolta in un condominio del sestiere di Cannaregio, dove gli operatori hanno accertato come 4 unità immobiliari residenziali, formalmente attive quali locazioni turistiche, fossero in realtà utilizzate come vere e proprie dependance di una struttura alberghiera situata nelle immediate vicinanze.
Gli accertamenti hanno infatti evidenziato una gestione unitaria degli immobili, caratterizzata dall’offerta di servizi e modalità operative chiaramente incompatibili con la disciplina delle locazioni turistiche prevista dall’art. 27bis della Legge Regionale Veneto n. 11/2013. Nel corso dei sopralluoghi è inoltre emerso che, al fine di incrementare la capacità ricettiva, erano state eliminate le cucine ed i relativi vani soggiorno, trasformando di fatto ogni ambiente disponibile in ulteriori camere destinate agli ospiti.
Le irregolarità riscontrate hanno comportato la contestazione di numerosi verbali amministrativi, tutti in capo ad un’unica società veneziana, per un importo complessivo superiore a 16mila euro, ai quali si aggiungeranno gli ulteriori accertamenti in materia edilizia ed urbanistica che saranno oggetto di successive verifiche da parte degli uffici competenti.
Nello stesso stabile è stata inoltre individuata una locazione turistica completamente sconosciuta all’anagrafe regionale dei gestori. Gli approfondimenti amministrativi hanno infatti consentito di accertare come il soggetto fisico formalmente intestatario dell’attività risultasse deceduto da circa due anni e che, nel frattempo, la gestione fosse stata assunta da altra persona, sconosciuta anche ai fini fiscali, senza alcuna comunicazione agli enti competenti e in assenza dei prescritti titoli abilitativi. Per tale violazione è stata quindi contestata una sanzione amministrativa pari 2mila euro, così come previsto dalla normativa regionale.
Le verifiche sono poi proseguite in altre zone nevralgiche della città antica consentendo di individuare ulteriori 5 attività di locazione turistica esercitate in assenza del Codice Identificativo Nazionale (C.I.N.), obbligatorio ai sensi della normativa statale vigente. Le strutture, pur regolarmente pubblicizzate e operative sul mercato turistico, risultavano prive del necessario codice rilasciato dal Ministero del turismo. Per ciascuna di esse sono state contestate sanzioni amministrative pari 1.600 euro. Complessivamente, l’attività svolta da Guardia di finanza e Polizia locale di Venezia nel corso della giornata del 2 giugno ha così portato all’elevazione di sanzioni amministrative per un ammontare superiore ai 26mila euro.
I controlli confermano l’efficacia della consolidata collaborazione tra le due Forze impegnate quotidianamente nella lotta all’abusivismo ricettivo che altera il mercato turistico penalizzando gli operatori che lavorano nel rispetto delle regole. Con l'avvicinarsi della stagione estiva e il previsto aumento dei flussi turistici verso la città lagunare, le attività ispettive proseguiranno senza soluzione di continuità su tutto il territorio comunale. L'obiettivo rimane quello di garantire legalità, sicurezza e corrette condizioni di concorrenza in un settore strategico per l'economia veneziana, tutelando al tempo stesso cittadini, ospiti e operatori regolari.