De Martin a Roma per il convegno “Pianeta Acqua”
L’assessore De Martin a Roma per il convegno "Roma Capitale - Pianeta Acqua”

L’assessore all’Ambiente e all’Urbanistica del Comune di Venezia, Massimiliano De Martin, è intervenuto questa mattina al convegno “Roma Capitale - Pianeta Acqua”, svoltosi all’interno dell’Aula Giulio Cesare del Palazzo Senatorio, in Campidoglio.

L’iniziativa, promossa dalla presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, ha visto la partecipazione dell’economista e sociologo Jeremy Rifkin, tra i principali teorici dell’economia circolare a livello internazionale. Il convegno ha rappresentato un qualificato momento di confronto istituzionale finalizzato a delineare strategie condivise per ripensare l’acqua come bene primario e risorsa essenziale alla vita, superando una visione esclusivamente economica e orientando le politiche pubbliche verso modelli di sviluppo sostenibile e responsabile.

Nel portare i saluti dell’Amministrazione comunale, l’assessore De Martin ha ribadito la necessità di un approccio integrato tra pianificazione urbanistica e tutela ambientale. “L’ambiente - ha dichiarato - non può essere dissociato dalla pianificazione urbanistica: è con questa visione che abbiamo operato negli ultimi anni. È fondamentale affrontare le criticità con tempestività, ma con uno sguardo di lungo periodo, capace di coniugare responsabilità individuali e scelte strategiche a livello locale e globale”. 

Un passaggio centrale del suo discorso è stato dedicato alla specificità della laguna veneziana, definita “un equilibrio delicato, frutto dell’intervento dell’uomo, che deve essere governato con razionalità anche in funzione di un turismo sostenibile e della qualità della vita dei residenti”. De Martin ha ripercorso l’evoluzione della città dalle origini a oggi, illustrando i principali interventi urbanistici e idraulici realizzati per tutelare l’unicità e l’ecosistema del centro storico e delle isole.

Particolare attenzione è stata riservata alla gestione dei sei fiumi che sfociano in laguna, una delle sfide più rilevanti insieme all’innalzamento del livello del mare. Dal 20 ottobre 2020 il sistema MOSE è stato attivato 151 volte, a conferma dell’impegno costante nella salvaguardia della città. Sono attualmente in corso cantieri idraulici per circa 100 milioni di euro, finalizzati alla gestione dei fiumi e delle acque meteoriche, con l’obiettivo di immettere in laguna acque pulite e migliorare l’equilibrio ambientale complessivo.

“Venezia, oggi come ai tempi della Serenissima, guarda al futuro senza dimenticare la propria storia: la tutela del territorio riguarda il mare, ma anche i fiumi e le montagne”, ha sottolineato l’assessore. Nel corso dell’incontro è stata evidenziata anche la collaborazione con UNESCO su progetti dedicati alla qualità dell’acqua e alla conoscenza del territorio, tra cui l’’Asilo della Laguna’, esperienza pedagogica all’aperto rivolta alle scuole dell’infanzia a Torcello, alle Vignole e al Lido, e il convegno-laboratorio sull’acqua e la biodiversità che si svolge da quattro anni al Rifugio Galassi, in collaborazione con il CAI di Mestre.
Spazio, infine, alla variante urbanistica per la realizzazione del Parco Fluviale del Marzenego, definito un intervento strategico di riscatto ambientale per la terraferma veneziana, cresciuta in passato in modo rapido e non sempre coerente con i parametri ambientali. In questa prospettiva, la terraferma assume un ruolo fondamentale di protezione all’interno del sito UNESCO ‘Venezia e la sua Laguna’”. L’assessore ha inoltre richiamato l’importanza della nuova Autorità per la Laguna, ente statale preposto alla salvaguardia di Venezia e alla gestione del sistema MOSE.

Al convegno sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il sindaco di Napoli e presidente Anci Gaetano Manfredi, il sindaco di Pollica Stefano Pisani, il presidente della Rete dei Comuni sostenibili Valerio Lucciarini De Vincenzi, il segretario generale del Centro di Alta Formazione Laudato Si’ Antonino Errigo e il professore Livio De Santoli.

A chiudere i lavori è stata la Lectio Magistralis di Jeremy Rifkin, che ha presentato la sua visione del “Pianeta Acqua”, illustrando come il “Blue Deal” possa rappresentare una leva strategica per trasformare in profondità l’economia e la società contemporanea, ponendo la risorsa idrica al centro delle politiche globali del XXI secolo.