A Venezia, nei pressi del campo San Giacomo dall'Orio nel sestiere di Santa Croce, si trovano la corte ed il ponte “de l'Anatomia”.
A Venezia, nei pressi del campo San Giacomo dall'Orio nel sestiere di Santa Croce, si trovano la corte ed il ponte “de l'Anatomia”.
Il toponimo “Tabacco” si trova in più punti di Venezia: a San Stin nel sestiere di San Polo e a Cannaregio, vicino all'Anconeta, appare il nizioleto “Calle del Tabacco” che deve il nome agli spacci di tabacco che si trovavano all'imboccatura di queste calli, mentre a Santa Croce, vicino a Piazzale Roma, nella zona a nord ovest della cit
Il toponimo deriva dalla chiesa, ora sconsacrata, di Santa Margherita, posta all'estremità nord orientale del campo, fondata nel IX secolo. Fu dedicata alla omonima martire cristiana, protettrice delle partorienti, nata ad Antiochia di Siria nella seconda metà del III secolo da genitori pagani.
La Riva del Vin è una fondamenta che costeggia il Canal Grande dal Ponte di Rialto alla chiesa di San Silvestro nel sestiere di San Polo ed così chiamata poiché, già dall'XI secolo e fino alla metà dell'Ottocento, vi approdavano e stazionavano le barche cariche di vino.
La “riva de l'Ogio” (olio) è una fondamenta lungo il Canal Grande - situata tra il Mercato di Rialto e Calle del Campaniel - dove, ai tempi della Serenissima, si trovavano i magazzini per conservare l'olio destinato all’alimentazione, all’illuminazione e alle fabbriche.
A Venezia si trovano due ponti denominati “dei Pugni”: uno, il più conosciuto, nel sestiere di Dorsoduro, tra campo Santa Margherita e campo San Barnaba, l'altro nel sestiere di Cannaregio, nei pressi di campo Santa Fosca.
È comune trovare nelle strade di Venezia il toponimo “Piovan”: calle, fondamenta, campiello del Piovan sono in tutti i sestieri di Venezia, in particolare nei pressi di San Tomà, San Giacomo dall'Orio, Santa Maria Nova, San Martino, San Maurizio, Santa Maria del Giglio, alla Bragora.
Ai tempi della Serenissima i Pestrineri erano gli artigiani che lavoravano e vendevano il latte ed i suoi derivati.
Sono numerosi, a Venezia, i toponimi che ricordano l'antica arte dei “pegoloti”: a Cannaregio vicino a Santa Sofia, a San Marco nei pressi di San Samuele, a Castello nella zona di San Martino e all'Arsenale, si trovano calli e corti della Pegola; inoltre, nel sestiere di Cannaregio, a San Marcuola, ci sono calle, corte, sottoportico, campiello del Pegolot
Ai tempi della Serenissima i Manganeri erano gli artigiani che rifinivano i tessuti di lana e seta per renderne liscia la superficie. Il nome derivava dallo strumento che usavano, il mangano, un macchinario a forma di grande ruota che serviva appunto a dare lucentezza ai panni.
Nel sestiere di San Polo, a Rialto, una delle calli che congiungono la Riva del Vin con la Ruga Vecchia San Giovanni è denominata “Ramo della Dogana da Terra”. Il toponimo ricorda infatti che in quella strada si trovava la dogana destinata alla pesa delle merci provenienti dalla terraferma.
Ai tempi della Serenissima i frutarioli erano i venditori di frutta che, insieme a erbaroli (venditori di verdura) e naranzeri (venditori di agrumi), costituivano i tre “colonnelli” (rami in cui si articolava uno stesso mestiere) raggruppati nella stessa Arte o Corporazione dei Frutaroli, istituita nel XV secolo.