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Il consigliere De Martin al convegno Architettura e Salute

“Architettura e Salute in dialogo”: un convegno allo Iuav

Il consigliere delegato Massimiliano De Martin è intervenuto questa mattina al convegno “Architettura e Salute in Dialogo. Nuovi Paradigmi del Progetto per la Sanità” organizzato dal Master in Architettura e Salute dell’Università Iuav di Venezia. Sono intervenuti, tra gli altri, il rettore dello Iuav, Benno Albrecht, l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, il direttore della Direzione generale e Programmazione sanitaria del Ministero della Salute, Marco Spizzichino, il presidente dell’Ordine degli Architetti Ppc della Provincia di Venezia, Roberto Beraldo, il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia, Francesca Domeneghetti. L’incontro mirava ad attivare nuove sinergie tra vari attori e discipline diverse con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria pubblica e il benessere dei cittadini che ne fruiscono. Nell’intento di contribuire alla collaborazione tra enti, università e aziende, l’iniziativa si è rivolta a progettisti, clinici, manager, tecnici, responsabili politici, docenti e studenti, sostenendo l’integrazione tra formazione e pratica per migliorare la qualità architettonica delle strutture sanitarie, rendendole più accoglienti ed efficienti per i pazienti e per coloro che contribuiscono alla cura.

“La vocazione sanitaria della nostra città è scritta nella sua storia – ha esordito il delegato De Martin – basti pensare alla funzione del Lido di Venezia o delle isole di San Servolo e San Clemente. Inoltre oggi il Lido sta affrontando un nuovo piano di sviluppo e crescita sanitaria grazie a enormi investimenti privati nell’area dell’ex ospedale al mare. Il nostro compito però è anche quello di rivedere la pianificazione e la programmazione della Sanità, andando incontro ai nuovi bisogni e ai nuovi equilibri. L’aspetto edilizio non è certo secondario, lo abbiamo ben realizzato con il Covid, quando è emerso quanto importanti siano gli spazi e i luoghi ai fini del nostro benessere psicofisico”. Dopo i saluti istituzionali la mattinata è entrata nel vivo dei lavori con la prima sessione, che ha affrontato il tema del ruolo del progetto di architettura nella qualificazione delle strutture sanitarie come obiettivo condiviso, proponendo un dialogo tra direttori generali di alcune Ulss del Veneto, professionisti e docenti universitari, chiamati a rispondere in qualità di esperti alla domanda di trasformazione e innovazione del settore.

Successivamente si è passati agli aspetti della sostenibilità, dell’innovazione, dell’organizzazione e della gestione emergenze, con la presentazione di casi studio correlati a ospedali altamente specializzati che hanno richiesto tecnologie e competenze specifiche. Il confronto ha approfondito soluzioni progettuali e gestionali adottate per garantire la sostenibilità ambientale ed economica delle strutture, l’integrazione di tecnologie innovative e la capacità organizzativa per rispondere in modo efficace alle situazioni di emergenza. Attraverso l’analisi di esperienze concrete, sono emersi criteri e strategie utili a orientare la progettazione di strutture sanitarie sempre più flessibili, resilienti e in grado di adattarsi alle esigenze future del settore. Un altro aspetto fondamentale che è stato trattato è il benessere ambientale, dalla stanza di degenza al contatto con la natura: lo spazio della sanità – è stato sottolineato – deve essere in grado di generare benessere attraverso la sua qualità architettonica, in rapporto alla luce, alla vista e alla componente vegetale. Il confronto ha perciò esplorato il ruolo che la qualità ambientale riveste nel processo di cura, analizzando come la progettazione degli spazi (dalla stanza di degenza alle aree comuni) possa favorire il benessere psicofisico di pazienti, familiari e personale sanitario.

Infine la tavola rotonda sulla qualità tecnica e funzionale nell’architettura delle strutture sanitarie ha riunito le aziende leader del settore attive nella ricerca per la qualità tecnica e funzionale delle strutture sanitarie. Il confronto ha messo in evidenza come solo attraverso un impegno condiviso e una collaborazione sinergica con la Regione del Veneto sia possibile realizzare il cambio di paradigma destinato a definire la sanità regionale e nazionale del futuro. Dalla ricerca applicata alle soluzioni tecnologiche, dalla progettazione impiantistica alla gestione dei materiali e dei processi costruttivi, la tavola rotonda ha offerto uno spazio di dialogo tra competenze diverse, orientato a individuare risposte concrete alle sfide poste dall’innovazione in ambito sanitario.