Damiano per Il Giorno della Memoria - Le scuole incontrano Olga Neerman
Giorno della Memoria: Olga Neerman incontra gli studenti

Cento anni oramai compiuti, ma con ancora la voglia, il coraggio, la determinazione, di raccontare, soprattutto alle nuove generazioni, quanto è accaduto a lei, alla sua famiglia, e a milioni di ebrei, immediatamente prima e durante la Seconda guerra mondiale. Olga Neerman ha incontrato questa mattina, all’Auditorium Lippiello di Zelarino, i ragazzi delle classi terze delle scuole medie del territorio: un appuntamento, con tanti momenti commoventi e coinvolgenti, promosso all’interno del fitto calendario 2026 de “Il giorno della Memoria”, curato dalla Presidenza del Consiglio del Comune di Venezia.

“Anche quest’anno – ha ricordato la presidente del Consiglio comunale, Linda Damiano, portando il suo saluto – siamo riusciti a proporre tante iniziative, ben 40, spalmate su tutto il territorio, e in tutto il mese di gennaio, per ricordare questa immane tragedia, una delle pagine più brutte della storia del Novecento anche nel nostro paese.

Quella di Olga è una presenza preziosa, imprescindibile, di qualcuno che ha vissuto in prima persona quanto è accaduto: il suo è un racconto non solo per conoscere, ma anche per far si che tutto questo non accada mai più.”

Presenti anche l’assessore comunale alla Promozione della Città, Paola Mar, che ha invitato gli studenti “ad ascoltare e a riflettere, perché certe cose che oggi ci sembrano impossibili, sono davvero accadute”, e Miriam Pessot, delegata alla Pubblica istruzione della Municipalità di Chirignago Zelarino, che ha curato l’evento, in collaborazione con l’associazione “Figli della Shoah”, oggi rappresentata dalla sua vicepresidente nazionale, Marina Scarpa Campos. Presenti inoltre le consigliere di municipalità Chiara De Pieri, Elisa Bracceschi e la vicepresidente Luisa Rampazzo.

Olga Neerman era una ragazzina felice, che viveva al Lido, con la sua famiglia. Nel 1938, con l’emanazione delle Leggi sulla difesa della razza, tutto cominciò a cambiare: lei, come gli altri bambini ebrei, fu allontanata dalla scuola pubblica, perdendo anche le amiche più care, che volsero le spalle ad "una ebrea”. Contrariamente a quanto accadde per coloro che occupavano un posto “pubblico”, il padre riuscì a conservare il lavoro nella ditta in cui lavorava.

Ma momenti ancora più bui giunsero con la guerra, soprattutto dopo l’occupazione tedesca dell’Italia, nel settembre del 1943. Anche i Neerman finirono nella “lista” degli ebrei da portare in campo di concentramento. A salvare Olga e la sua famiglia furono quelli che essa chiama “vari angeli”, che dapprima avvertirono il padre del pericolo e poi aiutarono la famiglia a raggiungere l’altopiano di Asiago e a nascondersi in una baita isolata, senza acqua, luce, riscaldamento, dove i Neerman, grazie anche al silenzio degli abitanti della zona, riuscirono a sopravvivere sino alla Liberazione.