Sabato 17 ottobre torna “Venezia a 4 ruote By Night 2026”
Mostrare che la bellezza, la vita serale e il tempo libero sono un diritto di tutti, anche in una delle città apparentemente più inaccessibili al mondo. Con questo obiettivo prende il via la 4ª edizione di “Venezia a 4 ruote By Night 2026”, l’iniziativa che sabato 17 ottobre vedrà oltre 40 bambini, adolescenti e ragazzi con disabilità motorie complesse - accompagnati da circa 200 persone tra familiari, fratelli, amici e volontari - percorrere le calli e i canali della laguna veneziana a bordo delle loro carrozzine elettroniche.
L'evento è organizzato da un gruppo di genitori (riuniti in SMAttivi) coordinati dalla dottoressa Chiara Mastella, in collaborazione SAPRE (Settore di Abilitazione PREcoce dei Genitori), servizio pubblico della Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (UONPIA) della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
I partecipanti vivranno un'esperienza unica muovendosi tra i traghetti e le rive della laguna, fino a raggiungere la cima del Campanile di San Marco per ammirare il tramonto e proseguire la visita della città fino a notte fonda.
L'iniziativa intende lanciare un messaggio forte: l'accessibilità non ha orari e non può fermarsi alle sole esigenze primarie o agli orari d'ufficio. Muoversi in massa in una città complessa come Venezia dimostra che vivere il tempo libero e la bellezza senza barriere è possibile e doveroso.
Si può immaginare cosa significhi ammirare il tramonto in ottobre sulla cima del Campanile di San Marco e vivere la città fino a tarda notte, se non si è in grado di camminare e per muoversi si ha bisogno di uno strumento ingombrante a 4 ruote che pesa tra i 100 e i 200 kg? E scoprire che insieme ai propri amici questa volta si può fare, finalmente? C’è un messaggio simbolico fortissimo: l'accessibilità non ha orari e non si spegne quando cala il sole. Dimostrare che decine di ragazzi in carrozzina elettronica possono vivere Venezia a tarda notte significa rivendicare il diritto al tempo libero, alla bellezza e alla vita serale senza barriere.
Il raduno collettivo vuole superare la dimensione del singolo caso per trasformarsi in una presenza visibile sul territorio, capace di sensibilizzare l'opinione pubblica e la società sulle malattie rare e complesse come l'Atrofia Muscolare Spinale (SMA).