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Mestre ieri e oggi

Mestre ieri e oggi: via Olivi

 

 

 

 

 

 

   

 

Prosegue Mestre ieri e oggi, la rubrica attraverso la quale raccontare e conoscere la città e scoprire come sono cambiati i suoi angoli più noti. Lo facciamo mettendo a confronto immagini d’epoca e fotografie contemporanee, con un viaggio nel tempo che permetterà di osservare come i luoghi siano cambiati nel corso degli anni, tra trasformazioni urbanistiche, sociali e commerciali. Ogni appuntamento offre uno sguardo sul passato e sul presente di Mestre, per riscoprirne l’identità, la memoria e l’evoluzione grazie il fascino delle immagini.

Un secolo di vita ha profondamente mutato il volto di questo scorcio di via Olivi. Curiosamente, però, oltre alla secentesca chiesa di San Carlo Borromeo (meglio conosciuta come la “chiesa dei Cappuccini”, perché realizzata dall'Ordine dei frati attivo a Mestre sin dal 1587), sono rimaste, in pratica allo stesso posto, le rotaie del tram.

Sono ancora sopravvissute inoltre alcune delle case che si trovano in fondo alla via, tra cui quella, sulla parte destra, che ospita la lapide dedicata ai sergenti polacchi Costantino Miskiewicz e Isidoro Dembowski, morti durante la “Sortita di Mestre”, compiuta dai patrioti italiani, asserragliati a Forte Marghera, il 27 ottobre 1848, che portò alla temporanea liberazione della città dagli austriaci. La strada stessa è intitolata ad Antonio Olivi, tenente dell'esercito della Repubblica di San Marco, morto anch'esso durante l'eroica azione.

Le foto d’epoca provengono dalla Collezione Fulvio Busetto, mentre gli scatti di oggi sono del fotografo Michele Lodi. La ricerca storica è a cura di Umberto Zane.