Venezia celebra la Giornata che ricorda gli Internati militari italiani
Circa 650mila soldati italiani vennero catturati dalla Germania nazista dopo l'armistizio di Cassibile e il proclama di Badoglio dell'8 settembre 1943: erano uomini che si rifiutarono di combattere con i tedeschi e con la Repubblica Sociale Italiana. Persero così la protezione della Croce Rossa e dei prigionieri di guerra per volere di Hitler: subirono fame, malattie e lavori forzati nelle fabbriche e miniere tedesche. Il 20 settembre si celebra la giornata in loro memoria.
Il Comune di Venezia ha voluto commemorare le tragiche vicende degli Internati militari italiani - Imi con una cerimonia ai Giardini della Biennale, attorno al Monumento ai caduti in prigionia. Presenti il presidente del Consiglio comunale Matteo Senno, con il presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano Giovanni Pelizzato, rappresentanti del Consiglio comunale e delle Municipalità. Davanti la Corona deposta sotto il monumento, autorità militari e civili, la console onoraria della Repubblica Federale di Germania per il Veneto Paola Nardini e Alice Di Stefano, rappresentante dell'Associazione nazionale reduci della prigionia.
"Oggi ricordiamo una pagina di storia che troppe volte rimane nel cassetto - ha detto il presidente Senno - E' una celebrazione importante per ribadire che è tramite il sacrificio di queste persone che abbiamo un Paese libero. I nomi di coloro che hanno sacrificato la loro vita per il bene delle generazioni successive devono rimanere scolpiti nella storia e nei cuori di tutti. Io per questo ringrazio tutte le associazioni che si adoperano per mantenere vivida la memoria, le ringrazio per la presenza in questa che, da poco, è diventata giornata riconosciuta a livello italiano".
Venezia ha condiviso un secondo momento commemorativo degli Imi a Ca' Corner, su invito del prefetto Darco Pellos. L'ufficio territoriale del Governo ha conferito le medaglie d'onore ai cittadini italiani, militari e civili, deportati o internati nei lager nazisti, destinati al lavoro coatto per l'economia di guerra, e ai familiari dei deceduti.
Il presidente del consiglio Senno ha così consegnato l'onorificenza nelle mani di nipoti e figli di quei cittadini veneziani internati nei campi: Daniela Grandi, Maria Chiara Zambon, Gilles Boscolo, Michele Niero, Stefano Lessi, Anna Pasqualetto, Pierangelo Ravanello e Alessandro Rizzardini.
"Il ricordo sia un monito perché tutti insieme lavoriamo per costruire, nel presente, un futuro di pace - ha detto Senno prima della consegna delle medaglie - Ognuno, nella sua quotidianità, sia esempio di fratellanza e, considerati gli scenari attuali, anche la nostra città, forte della sua storia di apertura e diplomazia, possa fare da ponte ed essere luogo di pace e relazioni internazionali".