Brunello in sopralluogo a Mestre per scavi archeologici
Mestre, conclusi i rilievi archeologici in via San Pio X. Brunello: “Scoperte testimonianze importanti della storia e dell’identità cittadine”

Si sono conclusi i rilievi e gli accertamenti archeologici in via San Pio X, nel centro di Mestre, dove i lavori per la sostituzione della rete del gas hanno riportato alla luce importanti testimonianze della storia urbana della città. Terminata la fase delle indagini sul campo, prosegue ora l’analisi di quanto rinvenuto e della documentazione raccolta durante i sopralluoghi, necessaria per approfondire la lettura delle strutture emerse e definirne con maggiore precisione cronologia e funzione. 

I manufatti saranno protetti e ricoperti secondo le prescrizioni della Soprintendenza, per garantirne la conservazione e consentire la posa, nel sottosuolo, di un'apposita struttura che potrà permettere future scelte di valorizzazione di uno degli assi centrali della città. Al contempo proseguiranno in sicurezza i lavori sulla rete del gas. Sarà poi l’Amministrazione comunale, d’intesa con gli enti competenti, a definire le modalità per segnalare e valorizzare la presenza dei reperti, rendendone leggibile la memoria anche in superficie.

Il cantiere ha restituito un insieme articolato di evidenze archeologiche che documentano diverse fasi della storia mestrina. Il rinvenimento principale è un pozzo-cisterna in muratura, conservato in buono stato e integro nella struttura, compresa la copertura. Il manufatto, risalente al XV secolo, è stato documentato integralmente, sia all’esterno sia all’interno.

Attorno al pozzo sono stati individuati tratti di murature più antiche o coeve, che testimoniano la presenza di edifici precedenti e la lunga frequentazione dell’area. I dati stratigrafici indicano una complessa sequenza di trasformazioni, con fasi di costruzione, riuso e rifacimento succedutesi nel tempo.

Gli approfondimenti di indagine hanno consentito di individuare in un secondo punto una grande fossa di spoliazione, compatibile con il tracciato delle mura del Castelnuovo che in questo tratto sarebbero state smantellate per far spazio a edifici successivi.  Parte del materiale sarebbe stato reimpiegato per l’edificazione del Palazzo Tirabosco, progettato nel XVII secolo dal celebre architetto Vincenzo Scamozzi. Apparterrebbero a quest’ultimo alcuni lacerti murari. Completano il quadro alcune canalizzazioni e stratificazioni di riporto, che confermano la continua riorganizzazione dello spazio urbano nel corso dei secoli.

"Il risultato degli approfondimenti consente di far coesistere due esigenze concrete: tutelare quanto emerso dal sottosuolo e consentire la prosecuzione dell’intervento sulla rete del gas nel pieno rispetto delle prescrizioni archeologiche - ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici, Riccardo Brunello - La soluzione indicata dalla Soprintendenza permette di conservare integralmente il manufatto e di spostare la nuova condotta a distanza di sicurezza. Ragioneremo con tutte le realtà competenti su come segnalare in superficie queste importanti testimonianze della storia mestrina".

Conclusi i rilievi, il lavoro archeologico prosegue ora attraverso lo studio dei manufatti, dei dati stratigrafici e della documentazione acquisita, per ricostruire con maggiore precisione le diverse fasi di trasformazione dell’area e definirne cronologia e funzioni. Prima della copertura e del rinterro, i manufatti saranno protetti con tessuto non tessuto per agevolarne la conservazione.

Il rinvenimento si colloca nelle immediate vicinanze dell’ex scuola De Amicis dove i lavori di restauro, nel recente passato, avevano già portato alla luce resti murari e strutture storiche medievali che rimarranno visibili una volta aperto l’edificio alla cittadinanza. 

"I due cantieri, pur distinti, hanno contribuito a restituire un quadro ancora più dettagliato della storia del sottosuolo del centro di Mestre. È intenzione dell’Amministrazione, anche alla luce delle ultime scoperte, aggiornare il sistema di totem informativi già presenti, per documentare e rendere accessibile a tutti la storia del centro mestrino", ha concluso Brunello.