L'assessore Pesce alla commemorazione di Giovanni Palatucci ex Questore di Fiume
Il ricordo di Giovanni Palatucci al Giardino dei Giusti di Villa Heriot

Un albero di ulivo circondato da disegni di bambini che danno forma ai loro pensieri di pace: così questa mattina è stato commemorato Giovanni Palatucci, ex questore di Fiume riconosciuto dallo Stato di Israele, nel 1990, “Giusto tra le Nazioni”, nonché, dalla Chiesa cattolica, nel 2004, “Servo di Dio” e insignito della medaglia d'oro al Merito Civile della Repubblica italiana nel 1995. La cerimonia, voluta dalla Questura di Venezia per ricordare la sua morte, avvenuta il 10 febbraio 1945 nel campo di concentramento di Dachau a soli 36 anni, si è tenuta presso il Giardino della Memoria di Villa Heriot alla Giudecca. Alla commemorazione hanno preso parte il prefetto di Venezia Darco Pellos, il questore Antonio Sbordone, il presidente della Comunità ebraica di Venezia Dario Calimani, la presidentessa dell'Istituto veneziano per la storia della resistenza Giulia Albanese, e altre autorità civili e militari. Presente, in rappresentanza dell'Amministrazione comunale, l'assessore alla Sicurezza Elisabetta Pesce.

Nominato in giovane età questore reggente di Fiume, Palatucci si adoperò per salvare molti ebrei stranieri e italiani. Arrestato nel 1944, fu deportato nel lager di Dachau in Germania. Ad ascoltare la sua storia, oggi, sono stati gli alunni delle classi seconda e quinta della scuola primaria statale Duca d'Aosta della Giudecca: i bambini hanno letto la poesia "Promemoria" di Gianni Rodari e hanno lasciato i loro disegni tra le foglie dell'ulivo piantato in memoria del questore.

"Oggi ricordiamo una figura esemplare di servitore dello Stato - ha commentato l'assessore Pesce a margine della cerimonia - In un tempo segnato da persecuzioni e tragedie, Palatucci seppe agire con coraggio e profondo senso di umanità, adoperando il proprio ruolo per salvare vite e tutelare la dignità delle persone. Onorare la sua memoria significa rinnovare l'impegno di valori di legalità, responsabilità e rispetto  della persona".