Si è tenuta questo pomeriggio, al Centro Culturale Candiani, la conferenza "Dal Cancellierato ad Adolf Hitler, all'Olocausto" che ha visto come relatore il saggista e psicologo Roberto Tassan. L'appuntamento, inserito nel palinsesto di iniziative organizzate in occasione del Giorno della Memoria, si è aperto con l'intervento della presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano.
Il convegno è stato un viaggio nella storia della Germania, dalla fine della Prima guerra mondiale, fino agli ultimi drammatici mesi del Terzo Reich e all’avvio del processo di Norimberga. L'evento è parte di un ciclo di incontri, organizzato dal Circolo Veneto, dedicato alla memoria, perché riportare eventi anche oscuri è fondamentale per pensare e progettare un futuro migliore. L'incontro, molto partecipato, è stato introdotto da Silvia Polese, segretaria generale Circolo Veneto, e Germana Daneluzzi, presidente dell'Associazione Civica Lido di Venezia Pellestrina.
"Ci tengo a portare in questo incontro i saluti dell'Amministrazione e ringraziare il Circolo Veneto per aver voluto promuovere la conferenza e aver intrapreso nuovi percorsi culturali- ha ricordato la presidente del Consiglio comunale Damiano - RingrazIamento che rivolgo anche all’Associazione Civica lLido Pellestrina per la collaborazione consolidata di questi dieci anni sui percorsi della memoria e, da ultimo, su quelli del Genocidio Armeno. Come ogni anno, il Comune di Venezia per il Giorno della Memoria organizza un ricco mese di iniziative, con 40 eventi diffusi su tutto il territorio che vedono la collaborazione di una cinquantina di associazioni e istituzioni. E' quindi un mese intenso di riflessione dal punto di vista storico e morale su una storia che riguarda il nostro Paese e la nostra città. Ricordo la recente deposizione delle ultime pietre d'inciampo, pochi giorni fa, che si sono aggiunte a quelle posizionate dal 2014, e che oggi sono 210 su tutto il territorio cittadino, e che ricordano i nostri concittadini che sono stati strappati alle loro vite, alla loro quotidianità, per essere trascinati nei campi di concentramento. Venezia si conferma così una città che in questi anni è rimasta unita nel segno di una memoria che vogliamo tenere viva, una memoria che deve costantemente farci riflettere e che deve coinvolgere sempre più giovani e studenti. Il nostro obiettivo è far partire da Venezia un grande messaggio: la nostra città è sempre stata un crocevia di popoli, di culture e di religioni. Da qui deve partire un invito alla pace, alla solidarietà, al rispetto e alla fratellanza. Un messaggio che dobbiamo impegnarci a trasmettere nel corso di tutto l'anno, anche a fronte di un antisemitismo dilagante non solo in Italia e in Europa, ma anche a Venezia stessa".