Sì è aperto questa mattina il nuovo corso Clown Dottori, organizzato dall associazione Aps Papà Renzo che da anni si impegna a portare il sorriso e la gioia nei reparti pediatrici e negli ospedali della città. A portare i saluti dell'Amministrazione comunale e a partecipare alla prima lezione, l'assessore alla Promozione del territorio Paola Mar e il consigliere delegato ai Rapporti con le isole Alessandro Scarpa Marta.
I volontari frequenteranno un corso di formazione di 240 ore che permetterà loro di operare in tutte le strutture convenzionate con la Federazione Nazionale Clown Dottori e nel reparto di Pediatria di Venezia e che approfondirà temi molto vari, come psicologia positiva, arteterapia, improvvisazione, approccio all'anziano e disturbi alimentari. Durante il corso, potranno frequentare i reparti affiancando i volontari più esperti e osservandoli mentre si relazionano con i pazienti.
"L'umanità è ciò che ci contraddistingue - ha detto l'assessore Mar ai volontari - e sta a noi scegliere se farvi ricorso. Voi oggi avete utilizzato la parola sogno facendo riferimento a questo vostro progetto. Vi chiamate Clown dottori, ma non indossate maschere: fate prima di tutto un grande lavoro a favore degli altri. C'è una grande responsabilità in questo servizio. Vi porto quindi i ringraziamenti da parte di tutta l'Amministrazione per rendere reale questo sogno. Credo che riceverete molto di più di quello che darete ai pazienti".
Concetto ribadito dal consigliere delegato Scarpa Marta che ha sottolineato l’importanza del servizio svolto con i piccoli pazienti in una società “che li vede sempre più vittime di patologie legate allo stress e all’ansia collegati anche alla errata gestione dell’influenza del mondo di internet e dei social network. Un fronte sul quale è necessario intensificare il dialogo tra istituzioni e realtà coinvolte nell’educazione dei giovani. Vorrei ringraziare tutti i volontari - ha concluso - per tutto il lavoro che svolgono e per portare un sorriso e una parola di conforto a bambini, ragazzi e tanti altri pazienti che soffrono nei reparti più delicati”.