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Convegno alluvione 1966_ Palazzo Ducale

Venezia ricorda l’alluvione del 1966, il convegno a Palazzo Ducale

Il sindaco di Venezia Simone Venturini è intervenuto questa mattina a Palazzo Ducale in occasione del convegno “1966–2026. A sessant’anni dall’alluvione. Tutela e gestione del rischio del patrimonio culturale”, promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Venezia in collaborazione con gli uffici omologhi di Firenze e con gli Archivi di Stato delle due città, nell’ambito delle iniziative per il sessantesimo anniversario dell’alluvione del 1966.

Dopo la prima giornata di studio, svoltasi a Firenze lo scorso 9 ottobre e dedicata prevalentemente alla tutela del patrimonio archivistico e librario, l’incontro odierno, ospitato nel Salone del Piovego, si è concentrato sulla salvaguardia del patrimonio monumentale e archeologico. Al centro dei lavori, l’impatto dell’alluvione del 1966 sulla città, la gestione dell’emergenza e dell’assistenza alla popolazione e le iniziative sviluppate negli anni successivi per rafforzare la capacità di risposta del territorio. Ad aprire i lavori, insieme al sindaco Simone Venturini, sono stati il soprintendente Corrado Azzollini, il direttore dell’Archivio di Stato di Venezia Andrea Erboso, e un video messaggio del direttore generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura, Fabrizio Magani. 

Nel suo intervento, Venturini ha evidenziato come l’esperienza del 1966 rappresenti ancora oggi un riferimento fondamentale per Venezia, anche alla luce dell’acqua alta eccezionale del novembre 2019 e delle nuove sfide poste dai cambiamenti climatici. "È un’occasione per ricordare quel terribile anniversario, le immagini di Venezia distrutta e la mobilitazione internazionale che ne è scaturita contribuirono negli anni successivi ad avviare importanti interventi per la cura e la rigenerazione della città attraverso la Legge speciale - ha sottolineato il primo cittadino - Anche dopo il 2019 abbiamo visto quanto le emergenze possano richiamare l’attenzione. Gli italiani sono bravissimi a gestirle, ma la vera sfida è garantire la cura ordinaria di Venezia, un impegno straordinario per costi e complessità, che richiede la responsabilità condivisa di soggetti pubblici e privati. Servono risorse e la piena operatività delle istituzioni per tutelare la laguna e l’intero sistema idrico. Per questo, nei giorni scorsi, mi sono attivato per chiedere sostegno al rifinanziamento della Legge speciale. Il Sistema Mose è fondamentale, ma non può essere l’unica risposta: occorre assicurare anche la manutenzione costante della laguna e delle isole della città. La sfida è finanziaria e istituzionale. Venezia ha bisogno di strumenti e poteri adeguati alla sua unicità, di risposte più rapide e di finanziamenti strutturali, non legati a interventi episodici. La prossima riscrittura della Legge speciale dovrà andare in questa direzione. La conservazione di Venezia genera un valore enorme per il Paese, in termini culturali, di soft power ed economici. La sfida è riuscire a trattenere sul territorio una parte di questo valore e destinarla alla cura della città, garantendole risorse e strumenti adeguati al futuro". 

Nel pomeriggio, due tavole rotonde saranno dedicate alla tutela del patrimonio culturale e alla gestione delle emergenze. Francesco Vascellari, responsabile del Servizio Protezione Civile del Comune di Venezia, interverrà nella sessione “Emergenze e patrimonio culturale: dai principi alla capacità di risposta”, illustrando l’esperienza dell’Amministrazione comunale. Il confronto con il Ministero della Cultura e gli altri enti competenti punterà a condividere strategie di prevenzione e definire indirizzi comuni per la tutela del patrimonio pubblico e la gestione del rischio.