sogni primavera
“Notti Disarmate - Sogni di Primavera”: la rassegna di cinema civile al Candiani accende i riflettori sulla condizione femminile in Iran

Entra nel vivo “Notti Disarmate”, la rassegna cinematografica di impegno civile promossa dagli operatori volontari del Servizio Civile del Comune di Venezia, in collaborazione con il Centro Candiani e Circuito Cinema.

Giunta alla sua X edizione, la rassegna di quest'anno si intitola “Sogni di primavera - Crescere donna in Iran” e nasce con l’obiettivo di creare uno spazio profondo di riflessione sulla complessa condizione femminile in Iran. Il titolo richiama direttamente il Nowruz, il capodanno persiano celebrato all’equinozio di primavera, assunto qui a simbolo di rinascita, speranza e rinnovamento. Attraverso la forza di quattro opere cinematografiche, il percorso racconta e indaga le diverse fasi della vita delle donne iraniane, offrendo al pubblico preziosi strumenti per leggere temi cruciali quali i diritti umani, le disuguaglianze di genere e la libertà di espressione.

Dopo il debutto della scorsa settimana, la rassegna prosegue nella Sala Conferenze al IV piano del Centro Candiani con due appuntamenti centrali di assoluto rilievo internazionale. Giovedì 28 maggio, alle ore 20.30, proiezione de "Il seme del fico sacro" di Mohammad Rasoulof, un'opera cinematografica di straordinaria potenza e attualità, reduce dal grande successo al Festival di Cannes. Il film si inserisce perfettamente nel dibattito contemporaneo sui diritti civili in Iran, mettendo in scena le tensioni interne a una famiglia di Teheran durante le proteste politiche. Il dramma segue la spaccatura ideale e generazionale tra un giudice istruttore dello Stato e le sue figlie, in un crescendo di sospetti e paranoie dove gli spazi domestici diventano lo specchio della repressione sociale esterna.

Giovedì 4 giugno, alle ore 20.30, è al volta de "Il cliente", di Asghar Farhadi, capolavoro vincitore del Premio Oscar come Miglior Film Straniero e del premio per la Miglior Sceneggiatura a Cannes. Il regista teatrale Emad e sua moglie Rana sono costretti a traslocare in un nuovo appartamento nel centro di Teheran. Un drammatico incidente legato alla precedente inquilina sconvolgerà la vita della coppia. Farhadi firma un thriller psicologico magistrale che esplora i concetti di colpa, onore, violenza psicologica e la complessa condizione della donna all'interno delle dinamiche sociali e patriarcali dell'Iran moderno.

La rassegna, inserita nel quadro del Servizio Civile Universale per promuovere la partecipazione e il pensiero critico dei cittadini, si conclude l'11 giugno con "Il mio giardino persiano", di Maryam Moghaddam, Behtash Sanaeeha, film che affronta i temi della solitudine e della vecchiaia come dimensioni centrali dell’esperienza umana, mostrando nello spazio domestico e nel giardino un luogo di autodeterminazione e di resistenza silenziosa.

Tutte le proiezioni sono a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

Per maggiori informazioni: www.culturavenezia.it