L'atelier di alta sartoria, le botteghe di artigianato artistico, la gioielleria. Il negozio di oggetti d'arte e poi il salone di bellezza, la cartoleria, il fruttivendolo e il fioraio sono tutte attività che pian piano sono tornate a mostrarsi tra calli e campi del centro storico di Venezia. E per restarci: praticamente abbattuto il fenomeno dei negozi "apri e chiudi". E' l'effetto di quattro anni di misure "antipaccottiglia", compresi i tre anni di sperimentazione a partire dal 2022.
L’Amministrazione comunale di Venezia, nella conferenza stampa di oggi, ha reso noti i dati conclusivi relativi all’applicazione della normativa per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale nel centro storico. Il provvedimento, nato dal coordinamento istituzionale tra Comune, Regione Veneto e Ministero della Cultura, ha permesso di trasformare infatti le restrizioni sperimentali in un assetto regolamentare definitivo.
A Ca' Farsetti, ad illustrare il bilancio, l'assessore alle Attività produttive Sebastiano Costalonga e l'assessore alla Sicurezza Elisabetta Pesce, con gli uffici tecnici del Comune di Venezia e la Polizia locale. Presenti anche le associazioni di categoria veneziane, che hanno contribuito alla definizione della normativa: Valentina Di Matteo, direttore Aepe, Luciano Gambero, presidente del consorzio Promovetro, il direttore di Confartigianato Matteo Masat, il direttore di Cna Giampaolo Toso e Giacomo Sardegna in rappresentanza di Ascom Confcommercio.
Il bilancio del periodo monitorato ha evidenziato l'efficacia del dispositivo nel contenimento della cosiddetta "paccottiglia" e la spinta all'apertura di negozi di vicinato, artigianato e di prodotti di alta qualità: da maggio 2022 a marzo 2026 hanno alzato le saracinesche 86 negozi di alta gamma, 65 di artigianato artistico, 28 attività tra negozi di oggetti d'arte e gallerie (ben sette le nuove gallerie in questi primi mesi del 2026). Ma sono anche tornati un fioraio, 4 fruttivendoli e un negozio di animali domestici.
"Tra attività artigianali e commerciali, in questi anni, hanno aperto oltre 500 negozi: siamo molto soddisfatti di questo provvedimento che sta facendo da modello anche per i centri storici delle più grandi città italiane, alle prese con i medesimi problemi, tra negozi che scompaiono nel giro di pochi mesi e vendita di oggetti in serie e di scarsa qualità - ha spiegato l'assessore Costalonga - Attuare la normativa non è semplice e serve una grande volontà politica. Oltre ad un lavoro di condivisione e di squadra tra uffici e associazioni di categoria che devono mettere come prioritaria l'attenzione per Venezia".
"Ottimo il risultato sul fronte del contrasto all'odiosa piaga delle attività "apri e chiudi" - ha poi sottolineato l'assessore Pesce - Tale fenomeno, spesso associato a dinamiche di evasione fiscale e instabilità economica, è stato drasticamente ridotto grazie all'iniziale definizione di un perimetro di tutela rigoroso e alla selezione delle categorie merceologiche ammesse". I dati confermano una contrazione dell'83% nelle cessazioni di nuove attività nell’area protetta, rispetto al periodo pre-normativo, segnale di una stabilizzazione qualitativa del mercato.
Il regolamento vigente, hanno ricordato gli assessori, stabilisce criteri certi per l'insediamento di nuove realtà economiche, limitandone l'apertura all'interno di specifici ambiti di tutela che includono l’intero sestiere di San Marco, gli edifici sottoposti a vincolo culturale e le aree prospicienti i flussi pedonali intensi. La compatibilità delle nuove aperture è invece subordinata all’appartenenza a un elenco tassativo di codici Ateco consentiti, favorendo i settori dell'artigianato d'eccellenza, dell'alta gamma e dei servizi essenziali per la residenzialità.
Fondamentale, come sottolineato anche dalle associazioni di categoria, è l'attività di vigilanza che ha accompagnato l'applicazione della norma con rigore sanzionatorio: tra maggio 2025 e aprile 2026, la Polizia locale di Venezia, con il Nucleo Polizia delle Attività Produttive, ha eseguito 17 provvedimenti di rimozione degli effetti della Scia, con conseguente chiusura immediata delle attività non conformi.
Resta centrale nell'attenzione dell'Amministrazione, ai fini del decoro urbano nell'area del Sito Unesco, il divieto di esposizione di merce esterna alle vetrine.
Attraverso questo bilancio, le categorie presenti hanno anche confermato come il provvedimento salvaguardi la protezione dell'identità veneziana in primis ma anche la trasparenza della rete distributiva cittadina.