Padiglione India - “Geographies of Distance: remembering home”
Dal 14 al 17 settembre le performance di danza proposte dal Padiglione dell’India

Il Padiglione dell’India alla Biennale di quest’anno si intitola “Geographies of Distance: remembering home”, una mostra che esplora memoria e appartenenza in un mondo in rapida trasformazione.

La mostra è accompagnata da un dinamico programma di performance diffuso in tutta la città tra maggio e novembre 2026 e all’interno del quale figura l’evento “Hackchang-Polang (Body Vessel)”.

Ideata da Surjit Nongmeikapam, questa opera di danza contemporanea esplora una domanda fondamentale: come i materiali entrano a far parte delle nostre vite e arrivano a custodire le nostre memorie? Basata sul movimento, la performance immagina una relazione tra il corpo e il materiale fondata sull’ascolto, sul rispetto e sulla trasformazione reciproca. Il corpo non domina il materiale, nè il materiale rimane un semplice oggetto. Al contrario, entrambi si modellano e si arricchiscono a vicenda, crescendo insieme attraverso il contatto, il peso, la consistenza e il movimento. Attraverso questo lavoro convergono folclore, mitologia, simbolismo, saperi artigianali e pratiche tradizionali. Il corpo diventa un luogo d’incontro tra l’essere umano e la materia, tra la foresta e l’artigianato, tra la conoscenza ancestrale e la performance contemporanea.

Gli artisti coinvolti sono Babina Chabungbam (performer), Maitreyee Joshi (performer), Ringwon T Ngahor (performer), Surjit Nongmeikapam (direttore artistico e performer).

La performance è in programma in quattro diverse date: 14 settembre in campo San Vio (16-16.30 e 16.30-17), 15 settembre in campo San Polo (11-11.30 e 11.30-12), 16 settembre in campo Sant’Angelo (16-16.30 e 16.30-17), 17 settembre in campo Sant’Agnese (11-11.30)

Per informazioni, indiainvenice