L'assessore al Patrimonio del Comune di Venezia, Paola Mar, ha partecipato questa mattina alla IX assemblea elettiva di Anp-Cia Veneto, svoltasi al Centro Cardinal Urbani di Zelarino. L'appuntamento, dal titolo "Protagonisti del nostro futuro: partecipazione, diritti e territorio", ha riunito delegati e rappresentanti del mondo dei pensionati provenienti da tutto il Veneto.
Nel corso dell'assemblea è emerso un dato allarmante. Secondo Anp-Cia Veneto, almeno il 10% dei pensionati veneti – circa 120mila over 65 su un totale di 1 milione e 200mila – è costretto a rinunciare alle cure mediche a causa di assegni mensili troppo bassi. "Con liste d'attesa insostenibili, molti si rivolgono al privato, ma una parte significativa non può permetterselo – ha spiegato la presidente rieletta di Anp-Cia Veneto, Giovanna Gazzetta – Chi percepisce pensioni minime che non raggiungono i 600 euro si trova davanti a un bivio drammatico: mettere insieme il pranzo e la cena o pagare una visita specialistica". Gazzetta ha poi richiamato l'articolo 32 della Costituzione, sottolineando la necessità di nuovi investimenti nei servizi socio-sanitari territoriali e domiciliari, soprattutto per gli anziani che vivono soli nelle aree rurali e interne.
L'assessore Mar, nel suo intervento, ha offerto una riflessione istituzionale sui temi emersi. "I dati che emergono da questa assemblea sono allarmanti. Il 10% dei pensionati che rinuncia alle cure rappresenta una ferita alla dignità di chi ha lavorato una vita. Il diritto alla salute non può essere negato a causa di pensioni troppo basse".
L'assessore ha poi legato la questione al valore del territorio e della memoria storica. "Venezia non sarebbe stata la Serenissima senza la sua terraferma, senza l'agricoltura del Trevigiano, del Polesine, delle montagne. C'è una coscienza della memoria che dobbiamo riscoprire per affrontare le sfide di oggi, come la solitudine e l'invecchiamento della popolazione. È necessario ricostruire una rete di socializzazione e mutuo aiuto, partendo dalle comunità locali". Infine, un richiamo alla giustizia sociale. "Non c'è dignità se si deve scegliere tra mangiare e curarsi. L'inflazione erode pensioni già troppo basse. È una responsabilità collettiva rivendicare i diritti di chi ha lavorato tutta una vita e merita rispetto, cure e una vecchiaia serena".