Venezia laboratorio globale di resilienza
Venezia laboratorio di resilienza: all'M9 il forum sullo sviluppo sostenibile

Mercoledì 25 febbraio l’Auditorium del Museo M9 ha ospitato l’incontro "Come perseguire lo sviluppo sostenibile nell'attuale contesto globale", organizzato dal Rotary Club Venezia Castellana con la partecipazione del Professor Enrico Giovannini, Direttore Scientifico di ASviS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Ad illustrare la visione dell’Amministrazione è intervenuto l’assessore all’Urbanistica e all'Ambiente Massimiliano De Martin, che ha presentato Venezia come un modello internazionale di risposta concreta alle sfide climatiche.

"Venezia si afferma oggi come laboratorio globale di resilienza, impegnata in un programma organico di interventi strutturali e ambientali per rispondere alle sfide del clima", ha esordito l'assessore, sottolineando come l'operatività del sistema MOSE, culminata nell'evento del 20 ottobre 2020, segni il passaggio a una nuova era. "Oggi possiamo parlare di una Venezia pre e post-MOSE: per la prima volta la città è rimasta asciutta durante una marea eccezionale. A questa difesa si affiancano la ripresa dello scavo dei canali interni, il completamento del nuovo acquedotto e un piano di forestazione urbana in terraferma per mitigare le ondate di calore".

De Martin ha poi affrontato il tema economico, ribadendo che la transizione ecologica veneziana rigetta il modello della monocultura turistica. "Mentre il turismo genera circa 2,3 miliardi l'anno, la prima economia della città è Porto Marghera, un polo da 27 miliardi di euro di fatturato con oltre 20.000 addetti che oggi evolve verso l'idrogeno verde e l'economia circolare. In parallelo, promuoviamo una mobilità sostenibile attraverso l'elettrificazione della navigazione e l'incremento della rete ciclabile, trasformando Venezia in un centro di innovazione digitale e gestione avanzata dei flussi".

Richiamando il ruolo strategico degli atenei e la collaborazione con UNESCO e CNR, l'assessore ha descritto Venezia come capitale della diplomazia scientifica, dove la tutela del patrimonio convive con la sperimentazione tecnologica. "Le nostre università - Ca' Foscari, Iuav e i centri di ricerca internazionali - sono il motore intellettuale di questa trasformazione: formano le nuove generazioni alla sostenibilità e sviluppano progetti pilota che integrano conservazione e innovazione. Gestire questa complessità significa agire in un equilibrio costante tra conservazione e trasformazione", ha concluso De Martin. "La sostenibilità è un percorso dinamico che richiede programmazione: se non prendiamo oggi decisioni lungimiranti, domani saremo costretti a scegliere cosa abbandonare. Venezia non chiede solo tutela, ma si candida a fornire risposte applicabili a tutte le realtà costiere europee".