Venturini alla presentazione progetto Casa in via del Lavoratore a Marghera
Giù le vecchie palazzine per un nuovo progetto di edilizia pubblica

Giù tre vecchie palazzine degli anni cinquanta per dare spazio al nuovo progetto di edilizia pubblica. Due mesi per l'abbattimento, due anni per il nuovo complesso e per una nuova visione della residenza pubblica.

Questa mattina in via del Lavoratore a Marghera, l'avvio all'abbattimento della prima palazzina, con l'assessore alla Coesione sociale e Politiche della residenza del Comune di Venezia Simone Venturini e il presidente di Insula Fabio Raschillà.

Fra due anni, tra i civici 51, 65 e 85 sorgeranno una palazzina di Edilizia residenziale pubblica (ERP), composta da 20 alloggi, destinati a nuclei familiari inseriti nelle graduatorie comunali, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità sociale e abitativa; e una palazzina di co-housing, composta da 6 alloggi, affiancati da spazi comuni progettati per favorire l’incontro, la socialità e la costruzione di relazioni di mutuo supporto.

I servizi usufruibili a tutti i residenti saranno ospitati al piano terra. Nelle aree comuni verranno realizzate o piccole palestre, oppure lavanderie, servizi socio-sanitari (infermieristici, fisioterapici, psicologici) accanto all’alternativa del supporto per la gestione del servizio distribuzione pasti: i servizi comuni saranno definiti a valle della determinazione della composizione sociale degli inquilini. I due edifici sono progettati in modo architettonicamente coerente, utilizzando soluzioni costruttive e materiali analoghi, così da garantire unitarietà dell’intervento e una gestione manutentiva più efficiente nel tempo.

"Oggi, da Marghera, nasce un nuovo modo di interpretare la casa popolare: nuova, moderna e bella - ha spiegato l'assessore Venturini - Gli appartamenti saranno accoglienti, esteticamente gradevoli, funzionali ed efficienti. Nei prossimi anni metteremo in campo numerosi interventi in quest'ottica, con l'abbattimento del vecchio, e con esso del degrado e della scarsa sicurezza, per andare a ricostruire case di edilizia popolare pubblica confortevoli. Ma questo quartiere sarà anche una sperimentazione sociale, attraverso le 20 case Erp tradizionali e le 6 case in co-housing innovativo, con vari tipi di utenze, per intercettare nuovo bisogni e fragilità. In questo quartiere è dunque in atto, nel complesso, un grande intervento di riqualificazione, che parte dalla nuova stazione ferroviaria, arriva alla nuova questura, prosegue con il distretto sanitario, la biblioteca di Marghera e altre case popolari", ha concluso l'assessore.

"Si tratta di un progetto nuovo e sfidante. Un intervento non solo che rimette a reddito quel che è il patrimonio di Venezia, ma lo qualifica in maniera importante - ha spiegato il presidente di Insula Raschillà, che ha sottolineato la grande modernità ed efficienza delle nuove palazzine: "Entrambe sono progettate secondo i requisiti NZEB - Nearly Zero Energy Building, con soluzioni che consentono una significativa riduzione dei consumi energetici: dall'isolamento termico avanzato di pareti, solai e coperture, agli infissi ad alte prestazioni; dai sistemi di riscaldamento e raffrescamento alla ventilazione meccanica controllata per garantire la qualità dell’aria interna; impianti  fotovoltaici in copertura, dimensionati per coprire almeno il 50% del fabbisogno energetico degli edifici".

All'avvio della demolizione, in rappresentanza della Municipalità di Marghera, era presente la consigliera con delega al Sociale e alla Casa Nicoletta Ongarato, che ha puntualizzato come il nuovo progetto non risponda solo all'esigenza primaria della casa, ma anche al bisogno di attenzione della cittadinanza: "E' questo un progetto ambizioso e importante che porterà una miglioria in termini di bellezza del quartiere e perché sarà una risposta concreta alle famiglie, alla loro richiesta di socialità e al bisogno di sentirsi cittadinanza".