Nella giornata del 7 luglio 2026, intorno alle ore 12:50, personale del Servizio Sicurezza Urbana della Polizia Locale di Venezia è intervenuto presso la Motorizzazione Civile di Venezia in relazione a un presunto tentativo di frode commesso da un candidato durante lo svolgimento dell’esame teorico per il conseguimento della patente di guida di categoria B.
Gli esaminatori della Motorizzazione Civile, incaricati della vigilanza durante la sessione d’esame, avevano infatti notato uno dei candidati assumere comportamenti ritenuti meritevoli di approfondimento. In particolare, il soggetto, cittadino egiziano, manteneva per tutta la durata della prova una postura del busto insolitamente rigida.
Al termine dell’esame, prima che potesse allontanarsi, il candidato è stato fermato dagli operatori di polizia locale intervenuti e accompagnato in un locale separato. Alla richiesta degli agenti di dichiarare se occultasse sulla propria persona dispositivi elettronici o informatici finalizzati al superamento fraudolento della prova, l’uomo ha sollevato la polo, lasciando intravedere un dispositivo per la trasmissione di immagini fissato al petto mediante nastro adesivo di colore bianco.
A seguito della perquisizione personale sono stati rinvenuti un modulo GSM per la trasmissione dei dati, un microtelefono, uno smartphone e una microtelecamera destinata alla trasmissione video.
Nel corso delle operazioni, gli agenti hanno inoltre notato, all’interno di entrambi i condotti uditivi del candidato, la presenza di corpi estranei dotati di antenna, inseriti a una profondità tale da rendere necessario un intervento medico specialistico per la loro rimozione.
L’uomo è stato pertanto accompagnato presso l’ambulatorio di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, dove il personale sanitario ha provveduto, non senza difficoltà, a rimuovere due micro-auricolari.
Negli ultimi anni, grazie al protocollo d’intesa sottoscritto tra la Polizia Locale di Venezia e la Motorizzazione Civile di Venezia, sono state deferite all’Autorità giudiziaria oltre sessanta persone per episodi analoghi.
Si precisa che il procedimento penale non risulta concluso e la colpevolezza della persona coinvolta dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.