La presidente Pea ai “Cultural Innovation Days” di Ca' Foscari

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La presidente Pea ai “Cultural Innovation Days” di Ca' Foscari

26/10/2017

La presidente della Commissione consiliare cultura, Giorgia Pea, è intervenuta questa mattina alla tavola rotonda “L'innovazione culturale nelle città del Veneto”, svoltasi nella Tesa 1 della “Cultural Flow Zone” alle Zattere, nell'ambito dei “Cultural Innovation Days”, la due giorni organizzata dall'Università Ca' Foscari di Venezia per fare il punto sull'innovazione culturale in Italia e sulle nuove professioni legate al mondo della cultura e dell'arte, in programma fino a domani.

A discutere assieme alla consigliera Pea del rapporto tra cultura e innovazione e del ruolo degli enti locali, gli assessori con delega alla Cultura dei Comuni di Treviso, Luciano Franchin, di Belluno, Marco Perale, di Rovigo, Alessandra Sguotti, nonché il vicesindaco di Vicenza, Jacopo Bulgarini d'Elci, moderati da Fabrizio Panozzo docente di Ca' Foscari.

Sono diversi i temi comuni emersi nel corso del dibattito, primo fra tutti l'importanza di fare rete. “Il primo grande cambiamento che il sindaco Brugnaro ha voluto in ambito culturale – ha spiegato in merito la presidente Pea – sia a livello di Comune che di Città Metropolitana, è quello di fare rete: quello che può dare la Pubblica Amministrazione oggi alla cultura non è più infatti il sostegno economico, ma l'appoggio, l'aiuto nel mettere in contatto i soggetti che lavorano sul territorio. L'obiettivo è quello di facilitare il dialogo in un'ottica di trasversalità, che è la vera chiave dell'innovazione. Abbiamo cercato di ricominciare, con una prospettiva e anche un linguaggio diversi dal passato, mettendoci dalla parte della gente, diffondendo eventi culturali che prima venivano fatti esclusivamente nel centro storico su tutto il territorio comunale e anche metropolitano. Penso ai concerti della Fenice, o alle mostre della Fondazione Musei Civici e della Biennale a Mestre. Ma il vero futuro sarà l'M9 – ha continuato Pea – l'operazione più innovativa dal punto di vista culturale che stiamo mettendo in atto, non solo per la sua impostazione multimediale, ma anche per il significato complessivo che avrà nel ripensare il centro di Mestre, facendo da volando per un'operazione di risanamento più ampia che incrementerà il benessere dei cittadini”.

Per quanto riguarda invece la prospettiva della Città storica, Pea ha ribadito come sia “sbagliato pensare che la cultura a Venezia possa viaggiare da sola. Quella che è considerata la 'periferia' è una risorsa in realtà per la Venezia lagunare. Venezia è fragile e va protetta, ma deve anche sapersi adeguare ad un cambiamento di impostazione, che punta a valorizzare risorse meno note e alla ridistribuzione dei flussi di visitatori che attrae su un territorio più vasto. D'altra parte, sul fronte del dialogo tra le istituzioni culturali veneziane, il cambiamento di passo si sta già avvertendo: c'è ora una collaborazione tra tutti, secondo una precisa regia di fondo”.

Oltre a raccontare singoli casi di successo – come quello della nuova gestione della Basilica palladiana a Vicenza o del Teatro Sociale di Rovigo – nel corso della tavola rotonda gli amministratori veneti hanno fatto capire che oggigiorno l'ente locale riveste soprattutto un ruolo di 'facilitatore' nelle politiche culturali, in cui sempre più conta la collaborazione con l'imprenditoria locale, che, da parte sua, sta dimostrando di sapersi avvicinare in modo sensato al settore, non più finanziandolo in mera ottica mecenatistica, ma usando il bene artistico e il territorio come valore aggiunto della propria attività. Importanti, infine, i finanziamenti europei – Pea ha ad esempio citato il Pon Metro 2014-2020 – e anche in questo i Comuni, facendo rete tra loro e con le università, possono creare opportunità per progetti culturali di ampio respiro.

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