L'assessore D'Este al convegno “Riutilizzo beni confiscati alle mafie”

un momento dell'incontro
 

L'assessore D'Este al convegno “Riutilizzo beni confiscati alle mafie”

30/03/2017

    Sono circa 20.000 i beni sequestrati alla mafia in Italia, ma solo una minima parte di essi è già stata riassegnata e utilizzata per fini sociali. Tra gli enti che hanno dato vita a delle iniziative concrete, nell'ambito del progetto “L'orto degli zii”, per il recupero di questi beni, c'è il Centro sportivo nazionale Fiamma, che ha illustrato le sue attività, questa mattina, agli studenti del liceo Franchetti di Mestre, in quello che è il primo di una serie di appuntamenti proposti in Veneto  con l'obiettivo di creare un'occasione di confronto e di sensibilizzazione con i ragazzi su questo delicato tema.

    All'incontro, oltre ad un'ottantina di studenti e docenti, hanno preso parte l’assessore comunale alla Sicurezza urbana, Giorgio D’Este, il direttore del Centro universitario studi e ricerche scienze criminologiche e vittimologia Iusve, Marco Monzani, la psicologa e criminologa Iusve, Giulia Marcon, i rappresentanti del Centro sportivo nazionale Fiamma, Angela Palma e Antonio Arzillo e, in rappresentanza dell’U.e.p.e. (Ufficio Esecuzioni Penali Esterne), Michela Vincenzi e Laura Falagario.

    “La mafia – ha sottolineato nel suo intervento di saluto l'assessore D'Este – è un'organizzazione gigantesca che si è oramai infiltrata non solo su tutto il territorio italiano, ma anche in settori che a prima vista sembrerebbero ancora sani e inattaccabili. E' importante che voi ragazzi da una parte ne siate informati, ma che, dall'altra, conosciate anche cosa si fa per combatterla e come i beni sequestrati ad essa possano poi essere riutilizzati per il bene comune.”

    La prossima estate una delegazione di ragazzi del Franchetti sarà ospite in Campania del Centro sportivo Fiamma, per vedere da vicino il lavoro compiuto sui beni della mafia che sono stati assegnati all'associazione: il campo sportivo di villa Nestore, nel quartiere napoletano di Scampia, trasformato ora in un centro polifunzionale utilizzabile dai cittadini, e l'azienda di Fondo Italia, un terreno agricolo con villa a Giugliano, nella zona della Terra dei Fuochi, dove persone disabili e minori autori di piccoli reati, vengono coinvolti in percorsi di agricoltura sociale al fine di un loro reinserimento nella vita attiva.

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