Il "prezzo" di un uomo, secondo Orsini

Umberto Orsini, foto di Marco Caselli Nirmal
 

Il "prezzo" di un uomo, secondo Orsini

22/03/2017

TEATRO TONIOLO

da mercoledì 22 a domenica 26 marzo 2017

 

Io Sono Teatro

 

turni A B C D E

22 marzo 2017, ore 19.30

23 marzo 2017, ore 21.00

24 marzo 2017, ore 21.00

25 marzo 2017, ore 19.30

26 marzo 2017, ore 16.30

 

Giovedì 23 marzo 2017, ore 18.00

Verso Incroci

Umberto Orsini dialoga con Francesca Bisutti

Ingresso libero, fino a a esaurimento posti.

 

Compagnia Umberto Orsini

UMBERTO ORSINI, MASSIMO POPOLIZIO, ALVIA REALE, ELIA SCHILTON

 

di Arthur Miller

traduzione Masolino D’Amico

regia Massimo Popolizio

direzione artistica Umberto Orsini

scene Maurizio Balò

costumi Gianluca Sbicca

luci Pasquale Mari

 

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BIGLIETTERIA

 

Due giganti del teatro italiano in scena al Toniolo da mercoledì 22 a domenica 26 marzo. Umberto Orsini, diretto da Massimo Popolizio, interpreta Il prezzo (The price), un testo di Arthur Miller poco frequentato in Italia. La pièce che debuttò nel 1968 a Broadway ottenendo subito un grande successo (429 repliche consecutive), fu ripresa in Italia solo nel 1969 con Raf Vallone e Mario Scaccia. Orsini, affiancato sul palcoscenico dallo stesso Popolizio, ci accompagna nel cuore di una realtà dominata dal profitto ad ogni costo per riflettere sulla questione sociale di un’economia basata sul “prezzo” da pagare per raggiungere i propri obiettivi. Il lavoro affronta i temi più cari allo scrittore americano: la critica al sistema economico, crudele e spersonalizzante, i difficili rapporti familiari, la responsabilità etica individuale.

Figli di un padre che ha subito drammaticamente la crisi, due fratelli si incontrano dopo alcuni anni dalla sua morte per sgomberare un appartamento, che sta per essere demolito, in cui sono accumulati i mobili e gli oggetti raccolti dal padre nel corso della vita. Un vecchio broker è chiamato per stabilirne il prezzo.

«Ne Il prezzo – commenta Umberto Orsini, direttore artistico della Compagnia – Miller fotografa con spietata lucidità e amara compassione le conseguenze della devastante crisi economica avvenuta negli Stati Uniti nel ‘29. Figli di un padre che ha subito drammaticamente questa crisi, due fratelli si incontrano dopo alcuni anni dalla sua morte per sgomberare un appartamento in cui sono accumulati i mobili e gli oggetti raccolti dal padre nel corso della sua vita e che sta per essere demolito. Un vecchio broker è chiamato per stabilirne il prezzo». Dietro questo spunto si innestano le incomprensioni e le menzogne che la paura della perdita della propria condizione sociale ed economica possono esercitare su chi si dibatte nella crisi economica di un'epoca che sia pure lontana, ci riporta ai nostri giorni così pieni di incertezze.

 

In occasione del decennale di Incroci di Civiltà, il festival internazionale di letteratura che approderà a Venezia dal 29 marzo al 1 aprile e della messa in scena de Il prezzo di Arthur Miller, giovedì 23 marzo alle ore 18.00 nel foyer del Teatro Toniolo, Francesca Bisutti, docente di lingua e letteratura anglo-americana a Ca’ Foscari, converserà con il regista e attore Umberto Orsini. Una chiacchierata a 360 gradi su molteplici aspetti del "sogno americano", o di quel che ne resta oggi, fra nuovi slanci e disillusioni.

 

Qual è "Il prezzo"? È quello che ognuno di noi paga per vivere.

Due fratelli, di famiglia agiata, dopo il crollo finanziario del 1929, hanno assunto due posizioni completamente antitetiche. Uno, Victor, ha abbandonato gli studi nei quali brillava, si è arruolato in polizia per poter mantenere il padre caduto in miseria. L'altro, Walter, sottraendosi alle responsabilità familiari, ha proseguito gli studi ed è diventato un grande chirurgo. La nostra vita è ancorata alle scelte operate nel passato. In quelle scelte, sia pur condizionate in diversa misura, noi avevamo bene o male creduto, tanto è vero che le abbiamo fatte o subite. Ma col passare del tempo ciò che sembrava importante cambia, diventa a volte grottesco, a volte ridicolo, a volte tragico. È impossibile quindi per l'uomo distinguere in modo definitivo il bene dal male, perché tutto muta e, in questa fluidità dell'esistere, è illusorio porre le basi di un edificio morale che resista all'erosione del tempo. Miller affronta ne Il prezzo il tema della conoscenza, una conoscenza non metafisica ma tutta terrena e umana. Come se la nostra vita, il nostro passato, analizzati nel presente, ci appaiono talvolta come un sogno o una storia che qualcuno ci abbia raccontato e dove la distinzione fra realtà e irrealtà è quasi impossibile. Commedia costruita per quattro caratteri che rappresentano uno spaccato di una società che non è solo americana ma nella quale ognuno di noi, oggi più che mai, può riconoscersi e perciò interrogarsi. Personaggi tondi, vivi, vulnerabili che, grazie alla sublime scrittura di Miller, ci trascinano in un mondo dove l'ironia livida, i dubbi, la cattiveria e l'incertezza riempiono lo spazio scenico che, nella sua immobilità, si presenta come un ring dove lo scontro avviene attraverso un intreccio di parole che rimbalzando da un lato all'altro ti tolgono il respiro.

 

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