Con la modifica dei cambi d'uso nella Città Antica, Venezia punta sul turismo di qualità, compatibile con il sostegno alla residenzialità

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Con la modifica dei cambi d'uso nella Città Antica, Venezia punta sul turismo di qualità, compatibile con il sostegno alla residenzialità

16/06/2017

Il Consiglio Comunale nella seduta del 15 giugno, a tarda notte ha approvato la variante n. 18 al Piano degli Interventi/VPRG per la Città Antica, dando mandato alla Direzione Sviluppo del Territorio e Città Sostenibile di pubblicare la variante e di svolgere tutte le attività necessarie all’approvazione e al perfezionamento della stessa.

Come specificato nel nuovo articolo 22-bis aggiunto alle Norme tecniche di attuazione della VPRG per la Città antica, non saranno più ammessi nuovi insediamenti o ampliamenti di attività ricettive alberghiere e complementari. Eventuali deroghe potranno essere autorizzate dal Consiglio comunale, previa presentazione di un progetto, sulla base di alcuni criteri quali, ad esempio, la qualità delle strutture, l'alta gamma dei servizi offerti, la loro localizzazione all'interno del centro storico, la capacità di innescare processi di riqualificazione degli spazi pubblici circostanti, l'impatto occupazionale, l'indotto economico.

L'insediamento o l'ampliamento di attività ricettive alberghiere e complementari e di medie o grandi strutture di vendita commerciali sarà comunque subordinato all'individuazione nel territorio comunale della dotazione di parcheggi previsti per legge.

Questo provvedimento garantisce la massima trasparenza di tutti gli atti amministrativi e rimette al centro il ruolo del Consiglio Comunale, quale organo di rappresentanza dei cittadini.

La Città Antica di Venezia rappresenta un patrimonio d’inestimabile valore non solo per i cittadini che vi risiedono e per tutti gli abitanti del Comune (terraferma e isole), ma per l'intera comunità nazionale e internazionale, per la densità di valori urbani, culturali, architettonici, storici, paesaggisti e ambientali che lo caratterizzano, tanto che è stata inserita per il suo “valore universale eccezionale” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco fin dal 1987.

Negli ultimi decenni la Città Antica di Venezia è stata interessata da una pressione turistica sempre crescente e dal fenomeno della progressiva occupazione dell'edilizia residenziale storica da parte di strutture ricettive di ogni tipo, a discapito della residenza e dei servizi ai residenti, con il rischio concreto della perdita di funzioni urbane fondamentali e dell'impoverimento del tessuto sociale cittadino.

Esattamente un anno fa, il 15 giugno 2016, il sindaco aveva illustrato al Consiglio Comunale il “Documento del sindaco per il Piano degli Interventi”, che delinea strategie e obiettivi da perseguire con il nuovo Piano urbanistico, dando così avvio al procedimento di elaborazione dello stesso, come peraltro previsto dall'art. 18, comma 1, della L.R. 11/04.

In particolare, il punto 3.2 “Venezia Città Antica – Residenza e servizi” del Documento del Sindaco aveva anticipato quanto contenuto nella delibera appena approvata dal Consiglio Comunale: “Favorire la residenzialità nella città antica è uno degli obiettivi fondamentali dell'Amministrazione per il mandato in corso.

Si tratta di un tema di grande complessità, che richiede una pluralità di strategie convergenti, solo alcune delle quali afferiscono direttamente alla materia urbanistica e possono essere trattate con il Piano degli Interventi. Bisogna invertire il progressivo impoverimento dei servizi ai residenti, sostituiti da attività ricettive di basso livello e attività commerciali destinate prevalentemente o esclusivamente ai turisti.

Una prima strategia, a breve termine, è quella di contenere il fenomeno della progressiva occupazione del patrimonio residenziale cittadino da parte di attività ricettive alberghiere ed extra-alberghiere, attraverso la revisione delle norme urbanistiche che disciplinano i cambi d'uso. Tale revisione dovrà consentire all'Amministrazione di valutare caso per caso le richieste di insediamento o ampliamento di attività ricettive.

I nuovi criteri saranno in primis la qualità delle strutture e l'alta gamma dei servizi offerti, la specifica localizzazione nell'ambito del centro storico, la capacità di innescare processi di riqualificazione degli spazi pubblici circostanti, l'uso razionale degli immobili, l'impatto occupazionale e l'indotto economico derivante.”
Venezia, 16 giugno 2017

 

 

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