Comune di Venezia, Ordine dei Medici e Ulss insieme per la campagna “Una bufala vi seppellirà”, contro le fake news in sanità

Manifesti campagna contro fake news a Marghera
 

Comune di Venezia, Ordine dei Medici e Ulss insieme per la campagna “Una bufala vi seppellirà”, contro le fake news in sanità

15/06/2018

Dopo la presentazione tenutasi a Roma a livello nazionale lo scorso 10 giugno, approda a Venezia “Una bufala vi seppellirà”, la campagna contro le fake news in sanità: è stata presentata oggi a Ca' Farsetti con una conferenza stampa alla quale sono intervenuti l’assessore comunale alla Coesione sociale e Programmazione sanitaria, Simone Venturini, il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), Filippo Anelli, il suo vice e presidente dell’Ordine provinciale dei Medici chirurghi e odontoiatri veneziano (OMCeO), Giovanni Leoni, e il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben.

La campagna è stata realizzata in Laguna dall’OMCeO, sotto il patrocinio del Comune di Venezia e con la collaborazione dell’Ulss 3 Serenissima e dell’Ulss 4 Veneto Orientale, per sensibilizzare i cittadini contro le bufale in sanità e invitarli, in caso di dubbio o di chiarimento, a rivolgersi a un medico.

Si tratta di una comunicazione dai toni volutamente forti. “Non mi hanno vaccinato per paura dell’autismo”, “Avevo acquistato sul web un farmaco miracoloso”, “Ho curato il cancro con il bicarbonato di sodio”: sono questi alcuni degli epitaffi che, sovrastati da una croce, campeggiano su altrettante lapidi stampate sui manifesti appesi in tutto il territorio comunale. L'obiettivo è quello di suscitare un effetto “shock”, per contrastare quanto è emerso dalla Ricerca Censis “Assosalute 2017”, secondo la quale sono 15 milioni gli italiani (e in particolare i “millennials", che arrivano a oltre il 36%) che, in caso di piccoli disturbi, cercano informazioni sul web.

“Per il Comune – ha esordito l'assessore Venturini – è ormai tradizione collaborare con l'Ulss per iniziative di prevenzione e informazione in ambito sanitario. Quando ci hanno proposto questa iniziativa abbiamo accettato convintamente, offrendo la possibilità di presentarla nella sede istituzionale, affinché diventasse davvero 'della città', e mettendo al contempo a disposizione gratuitamente spazi di affissione di proprietà del Comune”. Oltre a questi, l'Ordine dei medici ne ha acquistati a pagamento, per un totale di 130 poster affissi tra pontili e cestini dei rifiuti in centro storico e 7 mega manifesti tra Mestre e Marghera. “Un prossimo passo – ha specificato poi Venturini - sarà esporre i manifesti anche negli uffici aperti al pubblico, quali Urp, anagrafe e biblioteche, mentre un rilancio della campagna verrà effettuato a settembre, in occasione della manifestazione 'Venezia in salute'”. L'assessore ha infine sottolineato l'importanza dell'alleanza tra enti che hanno come obiettivo comune il bene del cittadino: “Se tutti quanti diamo una informazione giusta, senza contraddizioni e senza strumentalizzazioni riusciremo a dare un buon servizio alla nostra città e, più in generale, al nostro Paese”.

Nel sottolineare come la collaborazione con Venezia nella diffusione della campagna sia importante, per l'eco che la città riesce ad avere, il presidente Anelli ha poi spiegato che la scelta di dare messaggi shock, che suscitano repulsione e anche ribellione, ha il fine di far riflettere sulla validità delle informazioni reperite in Rete e di ridare centralità alla professione medica. Concetto ribadito dal presidente Leoni, per il quale è fondamentale che al cittadino arrivi un'informazione scientificamente fondata, che non sempre, però, è di facile fruizione e per la quale è essenziale che l'Ordine dei Medici trovi le forme di espressione e i canali più adatti ai tempi odierni.

“Il web non va demonizzato, ma dev'essere usato bene”, ha sostenuto in conclusione il direttore generale Dal Ben, ed è per questo che, a completamento della campagna è stato realizzato il sito www.dottoremaeveroche.it, che da un lato ha la funzione di rispondere alle domande più frequentemente poste dai cittadini nelle ricerche in Rete, grazie a schede di facile accesso, e dall'altro costituisce uno strumento per i medici, che possono estrarre bibliografie di studi che contrastano le bufale che circolano su internet.

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