La tratta di persone nella prospettiva dei diritti umani”: due giorni di confronto a Venezia

Convegno a Palazzo Franchetti
 

La tratta di persone nella prospettiva dei diritti umani”: due giorni di confronto a Venezia

12/04/2018

Una due giorni di confronto tra agenzie, Forze dell'ordine, magistratura, ispettori del lavoro, privato sociale ed enti pubblici per affrontare in modo ancora più strategico e funzionale il tema del traffico di esseri umani. Si è aperto questa mattina a Palazzo Cavalli-Franchetti il convegno “La tratta di persone nella prospettiva dei diritti umani. Esperienze territoriali in un quadro di multi - level governance, l'appuntamento promosso dal Comune di Venezia per conto del Dipartimento per le Pari Opportunità, in collaborazione con Osce e il Centro di Ateneo per i Diritti Umani "Antonio Papisca" dell’Università di Padova.

Il convegno, che vede la partecipazione di 20 relatori, tra cui Marco Mascia, direttore del Centro di Ateneo per i Diritti Umani dell'Università di Padova, Giovanni Boda, del Dipartimento Pari Opportunità, Giovanni Russo, della Direzione nazionale antimafia, Vittorio Rizzi, della Direzione centrale Anti crimine e Madina Jarbissynova, rappresentante speciale Osce, vuole essere un momento di riflessione tra le istituzioni, nazionali e internazionali. L'obiettivo è di raccogliere raccomandazioni per il rafforzamento e l’omogeneizzazione del lavoro multi-agenzia nella tutela delle persone vittime di tratta di esseri umani e grave sfruttamento e del contrasto alle organizzazioni criminali.

“Venezia – ha sottolineato l'assessore alla Coesione sociale Simone Venturini - è già capofila nella gestione del numero verde anti tratta, che ha registrato più di 4000 chiamate nel 2017 e del network Veneto anti tratta N.A.Ve. Oggi si riconferma questo impegno con soggetti autorevoli come la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l'Osce, l'Università di Padova, le Forze dell'Ordine, la Procura nazionale antimafia per ribadire che nel prossimo piano nazionale anti tratta Venezia avrà un ruolo importante sia per l'esperienza maturata sia per la capacità di esser presente nel territorio sui temi tristi della tratta di persone, dello sfruttamento sessuale e lavorativo.
Venezia è capofila di un network importantissimo di azioni e di iniziative che mettono al centro la vittima del reato, la reincludono socialmente e allo stesso tempo offrono elementi utili agli inquirenti per smantellare le reti criminali”.

Con il 2018 si conclude il periodo di attuazione del primo Piano Nazionale di Azione contro la tratta e il grave sfruttamento (2016 -2018), nell’ambito del quale il nostro Paese ha messo a sistema Progetti specialistici in ogni territorio regionale, finanziando 21 progetti di tutela delle vittime di tratta. Il compito ora sarà quella di riscriverlo per il prossimo biennio. “Venezia – ha spiegato Venturini - diventa non solo un'eccellenza dal punto di vista operativo per gli interventi che pone in essere, ma anche il soggetto in grado di promuovere delle strategie, degli orientamenti politici sul tema dei diritti umani e di contrasto alle gravi forme di sfruttamento”.

Giovanni Russo, procuratore nazionale antimafia, indica alcune direttrici per le attività future: proseguire il lavoro di contrasto all'attività criminale, creare una rete di esperti traduttori, rafforzare gli strumenti per combattere il fenomeno dal punto di vista del contrasto patrimoniale ed infine potenziare l'intervento multi agenzia che proprio qui in Veneto “si presenta come un gioiello, creando un modello che valga per l'intero sistema europeo”.

"Proprio per questo - ha spiegato Cinzia Bragagnolo, referente dell'Ufficio protezione sociale e umanitaria del Comune di Venezia - apriamo anche alla rete internazionale con Eurojust, Europol, Consiglio d'Europa, Commissione europea, Osce, per formare gli alti funzionari pubblici".

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