Giorno del ricordo: l'assessore Venturini alla cerimonia ufficiale a Marghera

Monumento alle vittime delle foibe
 

Giorno del ricordo: l'assessore Venturini alla cerimonia ufficiale a Marghera

10/02/2018

L'assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini, è intervenuto questa mattina, in piazzale delle Foibe a Marghera, alla cerimonia ufficiale del “Giorno del ricordo della tragedia delle foibe e dell'Esodo degli italiani da Istria, Fiume, Dalmazia”, durante la quale è stata deposta una corona d'alloro sul cippo che ricorda la tragedia. Presenti inoltre, tra gli altri, il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin, l'assessore Renato Boraso, il comandante della Polizia municipale, Marco Agostini, il prefetto e il questore di Venezia, Carlo Boffi e Vito Gagliardi, il consigliere regionale Alberto Semenzato, il presidente dell'associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Alessandro Kuk, e i rappresentanti delle Associazioni d'Arma, oltre a una rappresentanza del coro “Istituto comprensivo Filippo Grimani” di Marghera e a numerosi cittadini.

Furono 350mila - ha ricordato Kuk - le persone dei territori giuliano-dalmati costrette a lasciare la loro casa per poter rimanere italiane: 80mila fuggirono all'estero, 60mila rimasero nelle zone di confine come Trieste o Gorizia, mentre molte altre furono costrette a vivere, a volte per anni, nei campi profughi sparsi sul territorio nazionale. 

"Tra tutte le ricorrenze che costellano l'anno civile - ha esordito Bettin - quella di oggi ha per Marghera un significato particolare. Ci siamo interrogati molto presto su questa tragedia italiana ed europea, tanto da aver intitolato questo piazzale agli esuli giuliano dalmati e alle vittime delle foibe già nel 2003, un anno prima dell'istituzione del Giorno del ricordo. Un anticipo dovuto anche alla presenza nella nostra città di una forte comunità di persone provenienti dall'Istria, da Fiume, dalla Dalmazia, una comunità che ha saputo integrarsi bene, riconoscendo in questi luoghi l'altra Italia rispetto a quella che era stata loro sottratta in modo tanto drammatico. Non smetteremo di ricordare questa tragedia, ma ricorderemo per andare avanti, come hanno fatto gli esuli che sono venuti a vivere nella nostra città e che, con la loro voglia di vivere, di costruire una nuova vita, l'hanno resa migliore, capace di un'apertura al mondo e alla storia. E' bello che proprio in questo luogo, snodo tra la nuova Marghera e quella originaria, si ricordi insieme una tragedia, ma anche un'occasione di sviluppo, di rinascita".

"Ogni anno - ha sottolineato Venturini - questa celebrazione assume un'importanza maggiore, arricchita dalla presenza sempre più ampia delle istituzioni. Una presenza che testimonia come lo Stato voglia recuperare quegli anni bui in cui non si è ricordato di questa tragedia, in cui l'ha negata. Oggi invece, in maniera compatta e trasparente, siamo qui per ricordarla, insieme alle istituzioni ma anche a questi bambini, che con le loro maestre hanno fatto memoria di questa pagina buia della storia, visitando luoghi, come Magazzino 18, che ancora oggi la raccontano. Essere finalmente riusciti a parlarne, a dire quello che è successo, a saper anche chiedere scusa, come istituzioni, alle famiglie che per anni non hanno visto riconosciuto il loro dramma, credo che sia un grande passo avanti per questo Paese, che deve considerare di più i legami con quelle terre di Istria, Dalmazia, Venezia Giulia, che tanto hanno dato a Venezia, e che, pur non essendo oggi più italiane, nel cuore di molti di voi, sono ancora casa, sono ancora patria". 

"Uccisi perché italiani: forse è questa la frase che meglio racchiude questa tragedia - ha proseguito Venturini. Ci siamo forse abituati ad accettare le morti in guerra dei soldati, ma facciamo fatica ad accettare la realtà di intere famiglie strappate alla loro casa, ai loro affetti o addirittura uccise in modo brutale solo per essere italiane. Credo sia importante che oggi Venezia faccia sentire il suo abbraccio alle persone che hanno vissuto questo tragico esodo, ma anche ai bambini, perché anche a loro spetta il compito di conservare il ricordo di questi fatti e di lavorare perché non possano più succedere". 

La cerimonia si è poi conclusa con l'esibizione del coro dell'Istituto comprensivo Grimani. Il programma della giornata si concluderà questo pomeriggio nel duomo di Mestre con la celebrazione della Messa officiata da don Gianni Bernardi.

Il calendario degli appuntamenti promossi dal Comune di Venezia, in collaborazione con le associazioni che compongono il Coordinamento cittadino per il Giorno del Ricordo, proseguirà poi fino al 7 marzo con vari incontri nelle scuole del Comune e con gli studenti dell'Università,  presentazioni di libri, conferenze, l'esposizione, in biblioteca a Favaro, di volumi sul tema del Giorno del Ricordo, e una mostra dal titolo “L'Istria in mostra – documenti e plastici di monumenti e paesaggi istriani”, che sarà visitabile al Municipio di Mestre dal 15 al 21 febbraio.

Venezia, 10 febbraio 201

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